Il teatro di Bucine è lieto di presentare L’ECO DELLA FALENA, spettacolo di Cantiere Artaud, progetto RESIDENZE ARTISTICHE, con il sostegno di MIBACT e SIAE (programma Per Chi Crea)

𝓛’𝓮𝓬𝓸 𝓭𝓮𝓵𝓵𝓪 𝓯𝓪𝓵𝓮𝓷𝓪 è la prima tappa al termine della residenza creativa per la ricerca e la composizione del nuovo spettacolo, un primo studio di una ricerca sul concetto di tempo, inteso come ricordo, memoria felice dell’infanzia, memoria traumatica, che si fa assenza e mancanza. Un tempo che scorre e porta via le persone care, che invecchia ma cura anche il corpo, che trasforma le azioni in abitudine, che vorremmo possedere con violenza, gestire, ma che scivola dalle mani e si fa spesso paura del futuro in quanto ignoto.
Figure esili, ispirate alla vita e alle opere di Virginia Woolf, si materializzano in scena mostrando la loro ferita più segreta e svelando la loro solitaria e tormentata bellezza. Nei suoi testi la scrittrice britannica entra spesso in conflitto con l’entità 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐 e si confronta con questo elemento meschino che deteriora i suoi personaggi dal punto di vista emotivo e fisico: in “Gita al faro”, in “Mrs Dalloway”, in “Orlando”, ne “Le Onde”.

Dopo lo spettacolo avremo il piacere di conoscere e presentare un nuovo gruppo di spettatori nato “vicino” al Teatro di Bucine dal gruppo Stranilibri; con loro incontreremo e conosceremo meglio la compagnia Cantiere Artaud e il loro lavoro