Sin da quando vede il mare per la prima volta, Giona se ne innamora. Ascoltando il richiamo della marea, capisce che il suo posto è proprio lì, tra i flutti. Nonostante la disapprovazione che lo circonda, Giona decide di fare di tutto pur di andare a vivere nel cuore dell’oceano: anno dopo anno, escogita nuovi modi per assecondare la voce del mare che un giorno finalmente, lo accoglie per sempre. Una storia ricca di fascino e poesia, al ritmo delle onde e dei sogni.
Evento realizzato con la compartecipazione del Consiglio regionale della Toscana
Siamo felicissim3 di ospitare Chille de la Balanza, storica compagnia di teatro e storica compagni di amici di Bucine con il loro “UMANI”, uno lo spettacolo che attraverso l’Arte restituisce voce alla fragilità. Nasce dai dipinti, disegni e diari di Francesco Romiti, straordinario Artista irregolare. https://chille.it/umani/ ma non è un omaggio biografico, piuttosto la necessità di raccontare la sua visione, la sua urgenza espressiva, la sua “creazione” come atto etico, necessario, umano e comunicare una visione del mondo capace di restituire valore all’essere umano nella sua imperfezione, fragilità e resistenza alla riscoperta della necessità di creare una comunità consapevole dell’importanza dell’essere umani, oggi più che mai messa a rischio dalla spersonalizzazione sociale e dall’omologazione culturale.
Ispirato dalle opere e dagli scritti di Romiti, UMANI si muove tra teatro, musica, video, suono, pittura e gioco, nel solco di un’arte che rompe le gabbie disciplinari.
Francesco Romiti è stato un artista irregolare e radicalmente umano. Nato nel 1933, la sua vita è segnata da traumi, ribellioni, amori assoluti e una coerenza disarmante: non ha mai voluto vendere le sue opere, perché – diceva – “l’arte non si può vendere perché non si può valutare con il denaro”. Vive ai margini, in povertà, ma dipinge ovunque: sul retro dei volantini, su pezzi di legno raccolti per strada. Non cerca riconoscimenti, non frequenta il mercato dell’arte, ma continua a creare come gesto vitale, come forma di resistenza e salvezza.
La sua opera è un’invocazione continua all’umanità: centinaia di volti, ritratti e deformati, si affollano sulle superfici come un diluvio emotivo. Secondo la storica dell’Outsider Art Eva Di Stefano, Romiti non è un artista ingenuo, né un “folle”: è lucido, consapevole, attento agli altri. Ha scelto un confine e ne ha fatto casa, linguaggio, arma poetica.
UMANI raccoglie tutto questo e lo rilancia in scena: non è una mostra, non è una biografia teatrale, ma un’azione collettiva che invita lo spettatore a guardarsi – e guardare – con occhi nuovi. A riconoscere la bellezza nell’incompiutezza, a sentire l’arte come luogo di incontro e verità.
Le celebri fiabe di Esopo prendono vita in questo laboratorio rivolto a bambin* e famiglie: animali parlanti, narrazioni, personaggi e attività creative da condividere in biblioteca.
Un ladro affascinante e ur gruppo di avventurier improbabili intraprendono un colpo epico per recuperare un cimelio perduto, ma le cose si mettono pericolosamente male quando entrano in conflitto con le persone sbagliate, in questa esilarante avventura carica d’azione
𝗔 𝗦𝗘𝗚𝗨𝗜𝗥𝗘
I teatro si trasformerà in terreno di gioco, ci saranno tavoli dove poter provare il gioco di Dungeons & Dragons e scoprire tutto il mondo fantasy che gli gira intorno.
Venerdì 19 dicembre, matinée scolastica, ore 09:30 e ore 11:00, teatro di Bucine:“ANCHE CASA MIA”, habitat creativo, multidisciplinare, inclusivo, pensato per accogliere l’imprevisto e trasformarlo in “gioco teatrale”; un paesaggio poetico di teatro, danza, narrazione.
Con Istituto Comprensivo di Bucine e Associazione Abbracciamo il Valdarno
Un progetto importante, innovativo, con Andrea Dionisi, Linda Fuccini, Alessandro Persichella, e la regia di Piero Cherici e Filippo Mugnai
Arci e Diesis Teatrango sono vicini alla Palestina, da sempre e venerdì 12 dicembre dalle 18:30 saranno insieme per una manifestazione di conoscenza, condivisione e vicinanza alla popolazione palestinese.
Dopo il debutto come primo studio al Festival di San Miniato, arriva sul palco del Teatro di Bucine, domenica 7 dicembre alle ore 21:15
Prodotto da ANONIMA TEATRI e TWAIN Centro Produzione Danza, lo spettacolo Il Mulo e l’Alpino approda al Teatro Comunale di Bucine domenica 7 dicembre alle ore 21:15.
Un intenso monologo che intreccia memoria storica e sensibilità contemporanea: protagonista è Bepi, un giovane alpino chiamato a combattere una guerra che non voleva affrontare, e il suo inseparabile mulo Grappa. Attraverso la loro vicenda, lo spettacolo racconta la paura, la diserzione, la ricerca di libertà e la forza dei legami umani. Non una storia di eroi, ma di uomini comuni, fragili e coraggiosi nella loro umanità.
Sul palco il talento di Aleksandros Memetaj, attore giovane ma già affermato, capace di dare voce e corpo a un racconto che emoziona e sorprende, la regia di Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo.
Dopo il debutto applaudito al Festival di San Miniato, lo spettacolo prosegue il suo percorso nei teatri italiani, portando con sé un messaggio universale: la memoria non è solo passato, ma dialogo vivo con il presente.
Con una durata di circa 60 minuti, Il Mulo e l’Alpino è un’esperienza teatrale intensa e accessibile, che invita il pubblico a riflettere e a lasciarsi coinvolgere da una narrazione essenziale e potente.
Informazioni utili:
Data e ora: Domenica 7 dicembre 2025, ore 21:15
Luogo: Teatro Comunale di Bucine
Biglietti: disponibili presso la biglietteria del teatro e online sui circuiti abituali
Prossimo appuntamento della Stagione Teatrale 2025/26 del Teatro Comunale di Bucine
𝗦𝗔𝗕𝗔𝗧𝗢 𝟮𝟵 𝗡𝗢𝗩𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟭:𝟭𝟱
𝐿𝑎 𝑃𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑝𝑎𝑔𝑛𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑀𝑎𝑔𝑛𝑜𝑙𝑖𝑎 – 𝐶𝑢𝑏𝑜 𝑡𝑒𝑎𝑡𝑟𝑜 presenta
“𝗔𝗣𝗘 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗡𝗔”
Scrittura: 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗖𝗲𝗿𝗿𝘂𝘁𝗶
Regia: 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗖𝗲𝗿𝗿𝘂𝘁𝗶 𝗲 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱𝗲 𝗚𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼
In scena: 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗖𝗲𝗿𝗿𝘂𝘁𝗶
Il progetto parte da Joyce dall’ultimo capitolo dell’Ulisse dedicato a Molly, e se ne ispira con grande libertà. Ape Regina è una giornata che Molly prende per sé: un monologo potente sul corpo femminile come luogo di desiderio, maternità, violenza e rinascita. Una voce sola che diventa voce di molte, in un rito teatrale che interroga il nostro tempo e le sue ferite.
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