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IL VALORE ULTRAUMANO DELLE RESIDENZE ARTISTICHE – Omar Giorgio Makhloufi

Il Teatro Comunale di Bucine è un luogo magico, dove avvengono incontri preziosi. Dove si rinsalda la fiducia nella condivisione, nella reciprocità.

Abbiamo avuto con noi Omar Giorgio Makhloufi, un artista, una persona aperta e cordiale, che da subito si è inserita nelle tante azioni di Diesis Teatrango, fino a partecipare allo spettacolo AMLODHI=PAZZO presso il CAS Tortaia del 23-05-2026

Coinvolgere artisti e artiste nei nostri progetti è ormai una prassi consolidata, vero motore di ricerca per noi e per loro, di contaminazione artistica ma prima di tutto umana, quella contaminazione che porta alla luce il vero senso dell’essere “umani” e stare in accoglienza e ascolto, per poter poi dire, per poter poi fare.

Ci piace condividere alcune riflessioni di Omar. E speriamo di rivederlo presto con noi.

Sullo spettacolo, in cui si è inserito con gentilezza e disponibilità:

Ho sempre avuto il sospetto che Amleto fosse il Teatro, o meglio il senso stesso del
Teatro. Ma bisogna ricordarselo e trovare ogni volta il modo di vederlo in forme e
vesti nuove.

Appena ventenne, in un momento di forte crisi adolescenziale, un giorno uscii dal
mio “castello di Elsinore” — che era la casa dei miei — sbattendo la porta, perché
sentivo che mi venivano imposti fantasmi che non erano i miei. Quella fu la mia crisi,
la mia simbolica uccisione delle figure genitoriali. Da lì trovai il mio teatro, o almeno
iniziai a cercarlo. Quel giorno mi sentivo Amleto.
Ho avuto la fortuna di incontrare, e di farne parte — anche se per il tempo di una
replica — dell’Amleto del laboratorio permanente di teatro sociale di Diesis
Teatrango. Ora mi rivolgo direttamente agli attori e alle attrici dello spettacolo.
Il vostro Amleto mi ha fatto vedere, e confermato, che stare in scena non è altro che
prepararsi a un incontro: avere il coraggio e la volontà di attraversare ciò che si è e
offrirlo — certo, con parole che spesso non sono le nostre — trovando però sempre un
modo per rivedersi, incontrarsi, ascoltare con quali fantasmi conviviamo e come quei
fantasmi siano la nostra ricchezza e la nostra specificità, nel bene e nel male.
Amleto è il teatro perché è le nostre contraddizioni, è l’imprevedibilità dello scorrere
della vita, è il continuo distinguere tra ciò che vogliamo vedere e ciò che rifiutiamo,
tra quanto siamo disposti ad andare a fondo e quanto invece diciamo
“chissenefrega”. Teatralmente avete la forza dei principi che muovono lo stare in
scena: voi siete e state, e ogni cosa che fate è pura drammaturgia, perché non avete
paura di donare ciò che siete nel momento in cui lo siete. Questa è la lezione più bella
che si possa ricevere a teatro.
In quello che fate non c’è errore, perché non esiste finzione: l’unica recita possibile è
la magia dello stare insieme, ancorati al senso profondo di un rito che ogni volta è un
percorso di conoscenza di sé e dell’altro.
Daniele è Amleto elevato alla potenza: ogni volta il suo Amleto è sempre più Amleto.
Il suo commentare è un ribollire eterno di dubbi, tragici e buffi insieme; è la presenza
della nostra coscienza, del nostro essere. È il bambino interiore che non muore mai:

il fulcro che tiene tutto insieme. Può esserci o non esserci, ma è proprio in quel
dubbio che si apre la possibilità di cogliere il senso di chi siamo. Se lui non mettesse
in dubbio, non avremmo più fede.
Alessandro è l’Amleto del gioco, puro clown: smentisce il potere e lo piega alla forza
della comicità che svela. Il potere dice A e lui lo distorce, ne fa ciò che vuole.
Simone è l’Amleto della delicatezza, del rispetto, della fragilità elegante: l’osservatore
di cui abbiamo bisogno per accorgerci di quanto tutto sia altrettanto delicato e
flebile.

Chiara è l’Amleto della forza indomita, di chi ha la spinta per andare avanti per sé e
per gli altri; è la motivazione collettiva, quella coscienza di sé che diventa energia
pura e che nell’altro trova il gancio per costruire un’alternativa insieme.
Roberta è l’Amleto di chi accetta la calma, con un sorriso che comprende tutto; di chi
ha intuito che il mondo è un palcoscenico e che forse questa vita è un sogno, e che
non vale la pena forzare le cose, altrimenti si sgretola ogni senso.
Irina è l’Amleto-Ofelia: il senso eterno del femminile, la maestosità indefessa della
donna e della madre. Ofelia è una diagonale che ci attraversa, precisa e necessaria:
quella della maternità che vive in ognuno di noi e che ci connette al dolore del sacro,
al perché a volte deragliamo.
Manuel è l’Amleto adolescenziale: quello che vorrebbe dire tutto ma alla fine dice
solo ciò che gli serve, per tradire, cre
scere, maturare, diventare adulto — un adulto
consapevole che non perderà quella preziosa e fondamentale fragilità che ognuno di
noi porta con sé.
Samanta, Massimo, Elisa, Lucia, Barbara, Piero, Perla e i musici Silvia, Matteo e
Andrea sono custodi e testimoni — quasi apostolici — dei segni che ogni Amleto ci
dona: un fare messianico ma leggero, senza retorica né morale. Custodi capaci di
creare i binari di cui i “profeti” hanno bisogno per indicarci una via. Profeti che, nel
loro vaticinare, sono fragilissimi e potentissimi allo stesso tempo.
Omar Giorgio Makhloufi

27/05/2026

Sulla residenza artistica a Bucine:

In queste giornate di maggio sono stato ospite di @diesis_teatrango presso il Teatro Comunale di Bucine. Partito con l’idea di iniziare a scrivere un nuovo testo con dubbi e aspettative più o meno, regolare, riparto con la netta sensazione di aver rinfrescato il senso profondo del perché faccio quel che faccio. Scrivere non è solo pensare narrazioni possibili, creare, fantasticare, studiare ma mettersi in dialogo, ascoltare e arrivare a vedere cioʻ che è necessario vedere. Grazie al calore e all’accoglienza delicata di Piero e di tutta Diesis, ho incontrato una comunità ed è da qui che ho trovato il senso di quest’operazione testuale ispirata a Baby Gang e Pinocchio e che attraversa le polarizzazioni fragili del presente che mi colpiscono in fronte. Ho incontrato bimbi e anziani e un paese dove vive l’italia con le sue memorie, le voci, le paure, I suoni, I perché e i per come e chi e i noi e i loro. Chiacchiere che ti riportano alla verticalità dei percorsi e alla necessità dell’artista di essere li in mezzo e registrare e elaborare ed essere una voce in mezzo alla cronaca. Ho conosciuto bambini novelli pinocchio. Chi è laureato in rapine – il cui ricavato va ai proprio compagni come segno di generosa condivisione, chi in viaggi intercontinentali in inglese ha esclamato “se c’è un medic in the air”, chi del non far niente ha fatto la proprio professione virtuoso e redditizia, chi è un fata robot e chi ha visto Pinocchio danzare alle Hawai mentre il gatto e la volpe gli portavano la “roba”. Bimbi che teatralizzano le loro paure e poi anziani che sono bimbi con le rughe e che sono la memoria e che ti fanno vedere che l’abc è sempre semplice ma bisogna coglierlo. Intanto bisogna fare e andare e se ti fermi cerca di star bene. Poi ho visto Amleti che senza pudore e morale parlano con i propri fantasmi o che se tifi inter (o qualunque squadra) e sei amleto tutto il resto puoʻ aspettare. Che la drammaturgia è esporre le proprie fragilità, farlo bene e con eleganza e che a teatro siamo tutti un po il maranza di qualcun altro. Ricercare è un atto di solitudine ma sei sempre accompagnato, basta trovare quelle alleanze che sono corrispondenze vere e proprie

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FESTIVAL DEL TEATRO SOCIALE – Laboratorio Permanente di Teatro Sociale DIESIS TEATRANGO

Sabato 23 maggio, ore 21:00, presso il Centro di Aggregazione Sociale di Tortaia, saremo in scena con AMLODHI-PAZZO

Una occasione per incontrarci attraverso il mezzo del teatro, del lavoro di tutte e tutti sui nostri limiti. La bellezza che nasce dall’affrontarli, dal superarli, dal mettersi in gioco e fiorire nella alterità, perché ogni limite è stimolo per chi lo ha e per chi lo incontra davanti

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“Io sono uno” – L’opera musicale dedicata a Luigi Tenco – Diesis Teatrango – Sabato 21 marzo 2026 – ore 21:15 – Teatro Comunale di Bucine

Il Teatro Comunale di Bucine ospita sabato 21 marzo alle ore 21:15 “Io sono uno”, una
performance di teatro canzone dedicata alla figura straordinaria e ancora profondamente attuale
di Luigi Tenco. Un omaggio che non si limita alla celebrazione, ma che cerca un dialogo vivo con il
pubblico, riportando al presente la forza poetica, emotiva e civile delle sue parole.
Lo spettacolo intreccia narrazione, canto e musica dal vivo, restituendo un ritratto intimo e
vibrante del grande cantautore.

Un omaggio raffinato e appassionato all’opera musicale di Luigi Tenco, per ritrovare nelle sue parole radici comuni e profonde.


La voce narrante e cantante è quella di Filippo Mugnai, attore della Compagnia Diesis Teatrango,
da anni impegnato nei percorsi di ricerca teatrale, teatro educativo e sociale. Mugnai attraversa
Tenco con autenticità e delicatezza, dando corpo a una presenza che non è imitazione, ma ascolto
profondo.
La parte musicale è affidata a Silvio Trotta, polistrumentista e studioso di musica etnica, capace di
intrecciare tradizione e contemporaneità con una sensibilità che dialoga perfettamente con il
mondo del cantautorato italiano.
La regia porta la firma di Barbara Petrucci, attrice e artista attenta alle tematiche civili e sociali,
che guida la performance con uno sguardo essenziale e poetico, costruendo un rapporto diretto e
intimo tra scena e platea.
“Io sono uno” nasce dalla volontà di restituire a Tenco la sua dimensione più autentica: quella di
un artista che ha saputo dare voce alle fragilità, alle contraddizioni e alle domande profonde
dell’essere umano.
La performance invita a un ascolto rinnovato, un richiamo a non perdere il filo di una sensibilità
che ha trasformato il modo di raccontare sé stessi e il mondo.
L’appuntamento al Teatro Comunale di Bucine è un’occasione preziosa per incontrare — o
ritrovare — Luigi Tenco attraverso un linguaggio scenico che unisce delicatezza, verità e intensità

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CROMO COLLETTIVO ARTISTICO – AHMEN – sabato 7 marzo 2026, ore 21:15 – Teatro Comunale di Bucine

AHMEN – una creazione teatrale di Cromo Collettivo Artistico finalista del bando Forever Young 2024 de La Corte Ospitale e già presentata in forma di studio al Romaeuropa Festival 2023.

Ahmen nasce da una storia vera: quella di Asim, arrivato in Italia dal Pakistan dodici anni fa e ancora oggi intrappolato in un percorso burocratico estenuante per ricongiungersi alla moglie. Una vicenda personale
che diventa specchio di temi universali: immigrazione, sostenibilità economica, spiritualità, distanza emotiva.

In scena, un mondo essenziale e sospeso tra realtà e fiaba: un singolare “lavatutto” in cui il protagonista affronta clienti assillanti, operatori sfuggenti e burocrati grotteschi, in un crescendo di assurdità che racconta con delicatezza e precisione l’asfissiante routine di chi lotta per un domani possibile. A contrasto, la voce registrata di Asim restituisce la concretezza della sua esperienza, riportandoci alla realtà con una testimonianza nuda e potente. Spettacolo veramente bello, da non perdere!

Cromo Collettivo Artistico, nato in Sabina nel 2020, porta avanti un percorso di ricerca che intreccia drammaturgia collettiva, linguaggi sensoriali e attenzione al rapporto tra uomo e natura. Ahmen rappresenta una tappa significativa di questo cammino.

Biglietti: intero 12 €,  riduzioni di legge 10 €,  studenti 8 €,  bambini
sotto 12 anni 5 €

info e prenotazioni:  <mailto:info@diesisteatrango.it>

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HABITAT – Diesis Teatrango – Cassero per la Scultura italiana – Venerdì 06/03/2026 ore 21:15

Venerdì 6 marzo alle ore 21.15 torna la rassegna di teatro nei musei del Sistema Museale del Valdarno, un modo nuovo di godere lo spettacolo dal vivo con “Corpi in ascolto”, la rassegna teatrale curata da Diesis Teatrango e ospitata all’interno dei musei del Sistema Museale del Valdarno. Un progetto che trasforma le sale espositive in spazi vivi di relazione, dove l’opera d’arte incontra il corpo e la voce dell’attore.

Museo Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento – Montevarchi

HABITAT – un progetto di Piero Cherici e Filippo Mugnai con gli attori Alessandro
Persichella, Linda Fuccini e il danzatore Andrea Dionisi.

Una collaborazione con l’Associazione Abbracciamo il Valdarno, la performance nasce con l’obiettivo di creare una esperienza teatrale multidisciplinare, un meccanismo poetico che si cimpone anche nel momento stesso in cui viene vissuto. Paesaggi capaci di ricevere atti espressivi e comportamentali imprevisti: un grido, un movimento improvviso, una voce, che non interrompono la performance ma diventano relazione creativa.

Info e prenotazioni: segreteria.museidelvaldarno@gmail.com

Posti limitati, si consiglia la prenotazione

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WOMAN BEFORE A GLASS – intorno a Peggy Guggenheim – Casa Masaccio | Centro per l’arte contemporanea di San Giovanni Valdarno – sabato 28/03/2026 ore 17:30

Torna la rassegna di teatro nei musei del Sistema Museale del Valdarno, un modo nuovo di godere lo spettacolo dal vivo. Dopo il successo del primo appuntamento dedicato alla Giornata della
Memoria, entra nel vivo “Corpi in ascolto”, la rassegna teatrale curata da Diesis Teatrango e ospitata all’interno dei musei del Sistema Museale del Valdarno. Un progetto che trasforma le sale espositive in spazi vivi di relazione, dove l’opera d’arte incontra il corpo e la voce dell’attore.

Woman before a glass, intorno a Peggy Guggenheim – produzione Laboratori Permanenti, con Caterina Casini, regia Giles Smith, testo di Lanie Robertson.

Uno sguardo intimo e potente sulla donna che ha cambiato le sorti dell’arte del Novecento. L’opera esplora la vita, la memoria e la percezione del mondo da parte di Peggy Guggenheim, concentrandosi sulla sua figura come donna e collezionista e immerge lo spettatore nella storia dell’arte moderna attraverso il racconto della vita di Peggy Guggenheim e dei capolavori da lei collezionati, generando tensioni ed emozioni.

Tutti gli appuntamenti della rassegna sono ad ingresso gratuito. Data la particolarità dei luoghi e la limitatezza dei posti, la prenotazione è consigliata.

info e prenotazioni: : segreteria.museidelvaldarno@gmail.com

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N.A.T.A/La Filostoccola – CHE ASPETTATE A BRUCIARMI? – sabato 21 febbraio 2026, ore 21:15 – Teatro Comunale di Bucine

“In casa mia mi hanno sempre raccontato la storia di Giordano Bruno Castagna un po’ distrattamente dicendo: Si dai, non ti ricordi, lo zio Bruno, quello finito in manicomio…”
Giordano Bruno Castagna era uno scultore di Carrara, licenziato durante la crisi del ’29. Il giorno dopo il licenziamento, vestito di tutto punto, entra in una profumeria per comprare un profumo, ma non ha i soldi per pagarlo, così esce dal negozio, raccoglie un sasso e distrugge la vetrina del negozio. Per questo gesto, si farà̀ quarant’anni di manicomio.

Attraverso la voce dell’attore-narratore, la sua storia si intreccia con quella del filosofo Giordano Bruno, in un dialogo immaginario che unisce due destini segnati dalla ricerca della verità e della felicità. Sullo sfondo delle cave di marmo e della dittatura fascista, lo spettacolo diventa un viaggio nella memoria, nella responsabilità collettiva e nel coraggio di non restare indifferenti.

Due personaggi, accumunati nel nome, giocano le loro rispettive parti e vivono lo stesso tragico destino: il manicomio e il rogo.

Biglietti: intero 12 €,  riduzioni di legge 10 €,  studenti 8 €,  bambini
sotto 12 anni 5 €

info e prenotazioni:  <mailto:info@diesisteatrango.it>
info@diesisteatrango.it
3714130749 anche whatsapp

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MATTHIAS MARTELLI – MISTERO BUFFO – venerdì 6 febbraio 2026, ore 21:15 Teatro Comunale di Bucine

In occasione del centenario della nascita di Dario Fo, il Teatro Comunale di Bucine ospita Mistero Buffo, il capolavoro del Premio Nobel, portato in scena da Matthias Martelli, con la regia di Eugenio Allegri.

Matthias è un attore straordinario, capace di coinvolgere il pubblico in maniera unica, tanto da sembrare di essere portati sul palco, di interloquire direttamente con lui ogni volta che parla. È impossibile resistere alla sua maestria! A che pro resistere, tra l’altro?

In Mistero Buffo è un giullare contemporaneo, in una scena nuda, con una lingua che vibra tra comicità, poesia e satira sociale. Un viaggio travolgente dentro la tradizione popolare reinventata da Fo e Rame, oggi restituita con energia, precisione e libertà da uno degli interpreti più acclamati degli ultimi anni. Lo spettacolo ha superato le 200 repliche in Italia e all’estero, conquistando pubblico e critica. Un appuntamento speciale per celebrare la vitalità del teatro e l’eredità artistica di Dario Fo.

Biglietti: intero 12 €, riduzioni di legge 10 €, studenti 8 €, bambini sotto 12 anni 5 €

info e prenotazioni: info@diesisteatrango.it

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CHILLE DE LA BALANZA – UMANI –  sabato 10 Gennaio 2026, ore 21:15 – Teatro Comunale di Bucine

Siamo felicissim3 di ospitare Chille de la Balanza, storica compagnia di teatro e storica compagni di amici di Bucine con il loro “UMANI”, uno lo spettacolo che attraverso l’Arte restituisce voce alla fragilità. Nasce dai dipinti, disegni e diari di Francesco Romiti, straordinario Artista irregolare. https://chille.it/umani/ ma non è un omaggio biografico, piuttosto la necessità di raccontare la sua visione, la sua urgenza espressiva, la sua “creazione” come atto etico, necessario, umano e comunicare una visione del mondo capace di restituire valore all’essere umano nella sua imperfezione, fragilità e resistenza alla riscoperta della necessità di creare una comunità consapevole dell’importanza dell’essere umani, oggi più che mai messa a rischio dalla spersonalizzazione sociale e dall’omologazione culturale.

Ispirato dalle opere e dagli scritti di Romiti, UMANI si muove tra teatro, musica, video, suono, pittura e gioco, nel solco di un’arte che rompe le gabbie disciplinari.

Francesco Romiti è stato un artista irregolare e radicalmente umano. Nato nel 1933, la sua vita è segnata da traumi, ribellioni, amori assoluti e una coerenza disarmante: non ha mai voluto vendere le sue opere, perché – diceva – “l’arte non si può vendere perché non si può valutare con il denaro”. Vive ai margini, in povertà, ma dipinge ovunque: sul retro dei volantini, su pezzi di legno raccolti per strada. Non cerca riconoscimenti, non frequenta il mercato dell’arte, ma continua a creare come gesto vitale, come forma di resistenza e salvezza.

La sua opera è un’invocazione continua all’umanità: centinaia di volti, ritratti e deformati, si affollano sulle superfici come un diluvio emotivo. Secondo la storica dell’Outsider Art Eva Di Stefano, Romiti non è un artista ingenuo, né un “folle”: è lucido, consapevole, attento agli altri. Ha scelto un confine e ne ha fatto casa, linguaggio, arma poetica.

UMANI raccoglie tutto questo e lo rilancia in scena: non è una mostra, non è una biografia teatrale, ma un’azione collettiva che invita lo spettatore a guardarsi – e guardare – con occhi nuovi. A riconoscere la bellezza nell’incompiutezza, a sentire l’arte come luogo di incontro e verità.

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DIESIS TEATRANGO in LE VOCI DI ESOPO – domenica 4 Gennaio 2026, ore 17:30 – Biblioteca Comunale di Bucine

Prossimo appuntamento della Stagione Teatrale 2025/26 del Teatro Comunale di Bucine 🎭

𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟰 𝗚𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 alle 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟳:𝟯𝟬 presso la 𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝘁𝗲𝗰𝗮 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗕𝘂𝗰𝗶𝗻𝗲

Diesis Teatrango presenta

“𝗕𝗜𝗕𝗟𝗜𝗢-𝗧𝗛𝗘́, 𝗟𝗘 𝗩𝗢𝗖𝗜 𝗗𝗜 𝗘𝗦𝗢𝗣𝗢”

𝐿𝑎𝑏𝑜𝑟𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜-𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑎 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑙𝑎𝑢𝑑𝑖𝑜 𝐹𝑢𝑐𝑐𝑖𝑛𝑖 𝑒 𝑅𝑜𝑠𝑎𝑛𝑛𝑎 𝐶𝑜𝑑𝑜𝑙𝑜

Le celebri fiabe di Esopo prendono vita in questo laboratorio rivolto a bambin* e famiglie: animali parlanti, narrazioni, personaggi e attività creative da condividere in biblioteca.

🎟 𝗕𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝘁𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗼: 𝟱 €

Info e prenotazioni:

info@diesisteatrango.it

3714130749 anche whatsapp

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