Venerdì 19 dicembre, matinée scolastica, ore 09:30 e ore 11:00, teatro di Bucine:“ANCHE CASA MIA”, habitat creativo, multidisciplinare, inclusivo, pensato per accogliere l’imprevisto e trasformarlo in “gioco teatrale”; un paesaggio poetico di teatro, danza, narrazione.
Con Istituto Comprensivo di Bucine e Associazione Abbracciamo il Valdarno
Un progetto importante, innovativo, con Andrea Dionisi, Linda Fuccini, Alessandro Persichella, e la regia di Piero Cherici e Filippo Mugnai
Dopo il debutto come primo studio al Festival di San Miniato, arriva sul palco del Teatro di Bucine, domenica 7 dicembre alle ore 21:15
Prodotto da ANONIMA TEATRI e TWAIN Centro Produzione Danza, lo spettacolo Il Mulo e l’Alpino approda al Teatro Comunale di Bucine domenica 7 dicembre alle ore 21:15.
Un intenso monologo che intreccia memoria storica e sensibilità contemporanea: protagonista è Bepi, un giovane alpino chiamato a combattere una guerra che non voleva affrontare, e il suo inseparabile mulo Grappa. Attraverso la loro vicenda, lo spettacolo racconta la paura, la diserzione, la ricerca di libertà e la forza dei legami umani. Non una storia di eroi, ma di uomini comuni, fragili e coraggiosi nella loro umanità.
Sul palco il talento di Aleksandros Memetaj, attore giovane ma già affermato, capace di dare voce e corpo a un racconto che emoziona e sorprende, la regia di Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo.
Dopo il debutto applaudito al Festival di San Miniato, lo spettacolo prosegue il suo percorso nei teatri italiani, portando con sé un messaggio universale: la memoria non è solo passato, ma dialogo vivo con il presente.
Con una durata di circa 60 minuti, Il Mulo e l’Alpino è un’esperienza teatrale intensa e accessibile, che invita il pubblico a riflettere e a lasciarsi coinvolgere da una narrazione essenziale e potente.
Informazioni utili:
Data e ora: Domenica 7 dicembre 2025, ore 21:15
Luogo: Teatro Comunale di Bucine
Biglietti: disponibili presso la biglietteria del teatro e online sui circuiti abituali
Prossimo appuntamento della Stagione Teatrale 2025/26 del Teatro Comunale di Bucine
𝗦𝗔𝗕𝗔𝗧𝗢 𝟮𝟵 𝗡𝗢𝗩𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟭:𝟭𝟱
𝐿𝑎 𝑃𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑝𝑎𝑔𝑛𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑀𝑎𝑔𝑛𝑜𝑙𝑖𝑎 – 𝐶𝑢𝑏𝑜 𝑡𝑒𝑎𝑡𝑟𝑜 presenta
“𝗔𝗣𝗘 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗡𝗔”
Scrittura: 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗖𝗲𝗿𝗿𝘂𝘁𝗶
Regia: 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗖𝗲𝗿𝗿𝘂𝘁𝗶 𝗲 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱𝗲 𝗚𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼
In scena: 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗖𝗲𝗿𝗿𝘂𝘁𝗶
Il progetto parte da Joyce dall’ultimo capitolo dell’Ulisse dedicato a Molly, e se ne ispira con grande libertà. Ape Regina è una giornata che Molly prende per sé: un monologo potente sul corpo femminile come luogo di desiderio, maternità, violenza e rinascita. Una voce sola che diventa voce di molte, in un rito teatrale che interroga il nostro tempo e le sue ferite.
Comune Di Bucine Residenze Artistiche Toscane – RAT – Rete Teatrale Aretina – Festival dello Spettatore Cassero Per la Scultura Museo Paleontologico di Montevarchi Fondazione CR Firenze Orientoccidente Pro Loco Bucine Teatro Di Bucine AR Arci Valdarno Visit Valdarno Culturmedia Legacoop Abbracciamo il Valdarno Ginestra Fabbrica della Conoscenza
Con un omaggio a Pierpaolo Pasolini si apre la 𝗦𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱–𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗕𝘂𝗰𝗶𝗻𝗲 “𝗦𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗲”: una stagione che intreccia arte, memoria, linguaggi e visioni. Un racconto collettivo che parla al presente e lo trasforma.
Domenica 02 è con noi Alessandro Persichella, che abbiamo conosciuto ne I PORCI, in un nuovo spettacolo da godere, tanta la poesia, la bellezza e la bravura!
𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝟮 𝗡𝗢𝗩𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟭:𝟭𝟱
“𝗟’𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗢 𝗦𝗢𝗦𝗣𝗜𝗥𝗢”
di e con 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗶𝗰𝗵𝗲𝗹𝗹𝗮
liberamente tratto da “La lunga strada di sabbia” di Pier Paolo Pasolini
Assistenza alla regia Fabio Salamanca
Un Pasolini solo davanti a un Giudice divino. Gli racconta del suo viaggio solitario lungo una strada infinita, un deserto che non è solo fisico, ma rappresenta il vuoto interiore che lo consuma. Riflette sul cambiamento dell’Italia, sulla morte della sua cultura, sulla crescente indifferenza del mondo, ma il giudice, essendo un dio, non offre risposte. È una presenza che osserva senza intervenire, come una forza inevitabile di cui Pasolini è consapevole, ma da cui non può sfuggire.
Lo spettacolo viene preceduto alle 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴:𝟯𝟬 dalla performance “𝗜𝗟 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗚𝗟𝗜𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗗𝗜 𝗣𝗔𝗥𝗢𝗟𝗘”, realizzata da Diesis Teatrango con la 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼, un omaggio alla poesia di Pierpaolo Pasolini.
Comune Di Bucine Residenze Artistiche Toscane – RAT – Rete Teatrale Aretina – Festival dello Spettatore Cassero Per la Scultura Museo Paleontologico di Montevarchi Fondazione CR Firenze Alessandro Persichella Orientoccidente Pro Loco Bucine Teatro Di Bucine AR Arci Valdarno Visit Valdarno Culturmedia Legacoop Abbracciamo il Valdarno Ginestra Fabbrica della Conoscenza
𝗟𝗮 𝗽𝗼𝗲𝘀𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗙𝗲𝗱𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗚𝗮𝗿𝗰𝗶́𝗮 𝗟𝗼𝗿𝗰𝗮: 𝘭’𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦, 𝘪𝘭 𝘮𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢, 𝘪𝘭 𝘥𝘰𝘭𝘰𝘳𝘦, 𝘭𝘢 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘦, immagini potenti attraverso un linguaggio lirico e suggestivo. Uno dei grandi poeti del ‘900!
Caterina Casini e Massimiliano Auci, con la musica di Catherine Bruni, ci portano dentro la poesia di Federico Garcia Lorca, voce eccezionale della poesia mondiale, una vita di passioni e dolore, potenza e delicatezza.
𝐀 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 riprendono le attività della 𝐒𝐂𝐔𝐎𝐋𝐀 𝐃𝐈 𝐓𝐄𝐀𝐓𝐑𝐎 al Teatro Comunale di Bucine (AR)
Le iscrizioni sono già aperte.
Scrivi: 𝚒𝚗𝚏𝚘@𝚍𝚒𝚎𝚜𝚒𝚜𝚝𝚎𝚊𝚝𝚛𝚊𝚗𝚐𝚘.𝚒𝚝
Chiama (anche whatsapp): 𝟹𝟹𝟾 𝟷𝟻𝟹𝟿𝟼𝟹𝟸 𝟹𝟽𝟷 𝟺𝟷𝟹0𝟽𝟺𝟿
𝙇𝙚𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙥𝙧𝙤𝙫𝙖 𝙜𝙧𝙖𝙩𝙪𝙞𝙩𝙖
– 𝗟𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗶 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶/𝗲, dove “si gioca” per scoprire mondi fantastici, immaginare personaggi, costruire storie, scoprire la bellezza delle storie degli altri e delle altre
– 𝗟𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶, dove il “𝑛𝘰𝑠𝘵𝑟𝘰 𝘮𝑜𝘯𝑑𝘰” diviene una possibilità da raccontare scoprendo nuove possibilità con il teatro, la musica, le arti
– 𝗙𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗶/𝗲 con corsi e workshop in cui la “pratica” del teatro diviene un’esperienza creativa individuale e collettiva con le tecniche narrative, l’improvvisazione teatrale, la messa in scena, la scoperta o l’approfondimento dei linguaggi del corpo e della voce
– 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗴𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶 di teatro, sonori, figurativi individuali e/o di gruppo
Amleto, versione italiana di Hamlet, titolo del famoso dramma di William Shakespeare, ha origine dalla parola Amlodhi, nome di un eroe delle saghe scandinave che significa “pazzo”, “sciocco”. La nostra “esplorazione” di Amleto prende forza nella drammaturgia del racconto autobiografico di ogni attore e attrice creando spazio ad ogni fisicità ed espressione, alle potenzialità cognitive e linguistiche di ognuno.
Le parole di Amleto ci siamo permessi di utilizzarle come “meglio ci son servite”, come del resto facciamo spesso, per porci domande più che interpretare, ricevere suggestioni più che impartire esecuzioni teatrali già confezionate, immaginare azioni e relazioni, sperimentare ritmi, ascoltare musiche e suoni.
Abbiamo “usato” il palcoscenico vuoto guidati da due elementi di cui l’opera è piena: gioco e pazzia. Le parole di Shakespeare e le nostre hanno orientato una scrittura scenica di teatro nel teatro.
Quello che presentiamo è il frutto di questa prima parte del lavoro, una prima composizione che nasce dal palco e sul palco e che si vuole confrontare con voi per un work in progress condiviso.
con: Roberta Brocci, Samantha Bucchi, Elisa Fini, Daniele Gonnelli, Alessandro Grassi, Manuel Loscalzo, Chiara Melani, Irina Mirzoeva, Simone Pasquini, Lucia Romoli, Simonetta Testi con la collaborazione di Andrea Roselletti, Massimo Currò progetto, direzione e conduzione: Piero Cherici, Barbara Petrucci
Dopo la visione condivideremo con piacere le vostre suggestioni e concluderemo con un brindisi comune.
Con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze www.carroditespi.com www.diesisteatrango.it
Una nuova produzione di Archetipo, Diesis Teatrango e Versilia Danza, con Piero Cherici, Andrea Dionisi, Riccardo Massai e Angela Torriani Evangelisti.
Partendo dalla storia scritta di Abramo, una rielaborazione spesso silenziosa, a volte dura, il racconto struggente del rapporto tra uomo e Dio, tra genitori e figli, tra paternità e maternità, tra fede e disincanto.
L’ evocazione è il tratto distintivo di uno spettacolo che ci incatena alla incomprensione, alla remissione, alla vita.
Uccidere il proprio figlio per farne omaggio a dio, o per quale astruso incomprensibile desiderio di dio? Quale figlio? Quale dio?
Nella evocazione, ribellione materna, accettazione ostile paterna, e forse un figlio che muore, un sacrificio non dovuto. L’ ultimo figlio, quello più debole, quello senza nome o benedizione, senza una sacra scrittura a ricordarlo, mandato a morire per un dio distante e violento. O per dio o per la patria, quel figlio ci interroga sempre, dolorosamente, sul vincolo di amore e sulla legge naturale dell’affetto che spesso qualcuno più alto e potente ci obbliga ad abbandonare a un destino senza speranze.
Una nuova produzione per bambinə e ragazzə, e nel “mondo al contrario” è il lupetto a essere rosso.
Perché? Chi lo sa? Scopriamolo.
Un progetto di Filippo Mugnai e Piero Cherici, con Linda e Claudio Fuccini, che unisce diverse anime di Diesis, Alessandro dal Laboratorio Permanente di Teatro Sociale, Alessia tirocinante che studia scenografia, Rosanna vecchia amica della Scuola di teatro che da sempre collabora con inventiva e creatività.
Che dire dello spettacolo? È un segreto da scoprire insieme, come sempre.
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