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IL PESCIOLINO NERO di LABORATORI PERMANENTI – venerdì 17 luglio 2026 ore 17:00

La bravura della nostra amica Caterina Casini e una storia persiana per portarci dentro dimensioni di crescita umana, di affetti, di sogni.

Una lettura spettacolo che saprà avvincere gli spettatori e le spettatrici e portarli altrove, nel fiume, nelle acque, perdrsi e ritrovarsi, più forti, più gentili, più aperti al mondo. E ne abbiamo bisogno. Le storie antiche ci parlano ancora di ciò che non abbiamo imparato.

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IL VALORE ULTRAUMANO DELLE RESIDENZE ARTISTICHE – Omar Giorgio Makhloufi

Il Teatro Comunale di Bucine è un luogo magico, dove avvengono incontri preziosi. Dove si rinsalda la fiducia nella condivisione, nella reciprocità.

Abbiamo avuto con noi Omar Giorgio Makhloufi, un artista, una persona aperta e cordiale, che da subito si è inserita nelle tante azioni di Diesis Teatrango, fino a partecipare allo spettacolo AMLODHI=PAZZO presso il CAS Tortaia del 23-05-2026

Coinvolgere artisti e artiste nei nostri progetti è ormai una prassi consolidata, vero motore di ricerca per noi e per loro, di contaminazione artistica ma prima di tutto umana, quella contaminazione che porta alla luce il vero senso dell’essere “umani” e stare in accoglienza e ascolto, per poter poi dire, per poter poi fare.

Ci piace condividere alcune riflessioni di Omar. E speriamo di rivederlo presto con noi.

Sullo spettacolo, in cui si è inserito con gentilezza e disponibilità:

Ho sempre avuto il sospetto che Amleto fosse il Teatro, o meglio il senso stesso del
Teatro. Ma bisogna ricordarselo e trovare ogni volta il modo di vederlo in forme e
vesti nuove.

Appena ventenne, in un momento di forte crisi adolescenziale, un giorno uscii dal
mio “castello di Elsinore” — che era la casa dei miei — sbattendo la porta, perché
sentivo che mi venivano imposti fantasmi che non erano i miei. Quella fu la mia crisi,
la mia simbolica uccisione delle figure genitoriali. Da lì trovai il mio teatro, o almeno
iniziai a cercarlo. Quel giorno mi sentivo Amleto.
Ho avuto la fortuna di incontrare, e di farne parte — anche se per il tempo di una
replica — dell’Amleto del laboratorio permanente di teatro sociale di Diesis
Teatrango. Ora mi rivolgo direttamente agli attori e alle attrici dello spettacolo.
Il vostro Amleto mi ha fatto vedere, e confermato, che stare in scena non è altro che
prepararsi a un incontro: avere il coraggio e la volontà di attraversare ciò che si è e
offrirlo — certo, con parole che spesso non sono le nostre — trovando però sempre un
modo per rivedersi, incontrarsi, ascoltare con quali fantasmi conviviamo e come quei
fantasmi siano la nostra ricchezza e la nostra specificità, nel bene e nel male.
Amleto è il teatro perché è le nostre contraddizioni, è l’imprevedibilità dello scorrere
della vita, è il continuo distinguere tra ciò che vogliamo vedere e ciò che rifiutiamo,
tra quanto siamo disposti ad andare a fondo e quanto invece diciamo
“chissenefrega”. Teatralmente avete la forza dei principi che muovono lo stare in
scena: voi siete e state, e ogni cosa che fate è pura drammaturgia, perché non avete
paura di donare ciò che siete nel momento in cui lo siete. Questa è la lezione più bella
che si possa ricevere a teatro.
In quello che fate non c’è errore, perché non esiste finzione: l’unica recita possibile è
la magia dello stare insieme, ancorati al senso profondo di un rito che ogni volta è un
percorso di conoscenza di sé e dell’altro.
Daniele è Amleto elevato alla potenza: ogni volta il suo Amleto è sempre più Amleto.
Il suo commentare è un ribollire eterno di dubbi, tragici e buffi insieme; è la presenza
della nostra coscienza, del nostro essere. È il bambino interiore che non muore mai:

il fulcro che tiene tutto insieme. Può esserci o non esserci, ma è proprio in quel
dubbio che si apre la possibilità di cogliere il senso di chi siamo. Se lui non mettesse
in dubbio, non avremmo più fede.
Alessandro è l’Amleto del gioco, puro clown: smentisce il potere e lo piega alla forza
della comicità che svela. Il potere dice A e lui lo distorce, ne fa ciò che vuole.
Simone è l’Amleto della delicatezza, del rispetto, della fragilità elegante: l’osservatore
di cui abbiamo bisogno per accorgerci di quanto tutto sia altrettanto delicato e
flebile.

Chiara è l’Amleto della forza indomita, di chi ha la spinta per andare avanti per sé e
per gli altri; è la motivazione collettiva, quella coscienza di sé che diventa energia
pura e che nell’altro trova il gancio per costruire un’alternativa insieme.
Roberta è l’Amleto di chi accetta la calma, con un sorriso che comprende tutto; di chi
ha intuito che il mondo è un palcoscenico e che forse questa vita è un sogno, e che
non vale la pena forzare le cose, altrimenti si sgretola ogni senso.
Irina è l’Amleto-Ofelia: il senso eterno del femminile, la maestosità indefessa della
donna e della madre. Ofelia è una diagonale che ci attraversa, precisa e necessaria:
quella della maternità che vive in ognuno di noi e che ci connette al dolore del sacro,
al perché a volte deragliamo.
Manuel è l’Amleto adolescenziale: quello che vorrebbe dire tutto ma alla fine dice
solo ciò che gli serve, per tradire, cre
scere, maturare, diventare adulto — un adulto
consapevole che non perderà quella preziosa e fondamentale fragilità che ognuno di
noi porta con sé.
Samanta, Massimo, Elisa, Lucia, Barbara, Piero, Perla e i musici Silvia, Matteo e
Andrea sono custodi e testimoni — quasi apostolici — dei segni che ogni Amleto ci
dona: un fare messianico ma leggero, senza retorica né morale. Custodi capaci di
creare i binari di cui i “profeti” hanno bisogno per indicarci una via. Profeti che, nel
loro vaticinare, sono fragilissimi e potentissimi allo stesso tempo.
Omar Giorgio Makhloufi

27/05/2026

Sulla residenza artistica a Bucine:

In queste giornate di maggio sono stato ospite di @diesis_teatrango presso il Teatro Comunale di Bucine. Partito con l’idea di iniziare a scrivere un nuovo testo con dubbi e aspettative più o meno, regolare, riparto con la netta sensazione di aver rinfrescato il senso profondo del perché faccio quel che faccio. Scrivere non è solo pensare narrazioni possibili, creare, fantasticare, studiare ma mettersi in dialogo, ascoltare e arrivare a vedere cioʻ che è necessario vedere. Grazie al calore e all’accoglienza delicata di Piero e di tutta Diesis, ho incontrato una comunità ed è da qui che ho trovato il senso di quest’operazione testuale ispirata a Baby Gang e Pinocchio e che attraversa le polarizzazioni fragili del presente che mi colpiscono in fronte. Ho incontrato bimbi e anziani e un paese dove vive l’italia con le sue memorie, le voci, le paure, I suoni, I perché e i per come e chi e i noi e i loro. Chiacchiere che ti riportano alla verticalità dei percorsi e alla necessità dell’artista di essere li in mezzo e registrare e elaborare ed essere una voce in mezzo alla cronaca. Ho conosciuto bambini novelli pinocchio. Chi è laureato in rapine – il cui ricavato va ai proprio compagni come segno di generosa condivisione, chi in viaggi intercontinentali in inglese ha esclamato “se c’è un medic in the air”, chi del non far niente ha fatto la proprio professione virtuoso e redditizia, chi è un fata robot e chi ha visto Pinocchio danzare alle Hawai mentre il gatto e la volpe gli portavano la “roba”. Bimbi che teatralizzano le loro paure e poi anziani che sono bimbi con le rughe e che sono la memoria e che ti fanno vedere che l’abc è sempre semplice ma bisogna coglierlo. Intanto bisogna fare e andare e se ti fermi cerca di star bene. Poi ho visto Amleti che senza pudore e morale parlano con i propri fantasmi o che se tifi inter (o qualunque squadra) e sei amleto tutto il resto puoʻ aspettare. Che la drammaturgia è esporre le proprie fragilità, farlo bene e con eleganza e che a teatro siamo tutti un po il maranza di qualcun altro. Ricercare è un atto di solitudine ma sei sempre accompagnato, basta trovare quelle alleanze che sono corrispondenze vere e proprie

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“Io sono uno” – L’opera musicale dedicata a Luigi Tenco – Diesis Teatrango – Sabato 21 marzo 2026 – ore 21:15 – Teatro Comunale di Bucine

Il Teatro Comunale di Bucine ospita sabato 21 marzo alle ore 21:15 “Io sono uno”, una
performance di teatro canzone dedicata alla figura straordinaria e ancora profondamente attuale
di Luigi Tenco. Un omaggio che non si limita alla celebrazione, ma che cerca un dialogo vivo con il
pubblico, riportando al presente la forza poetica, emotiva e civile delle sue parole.
Lo spettacolo intreccia narrazione, canto e musica dal vivo, restituendo un ritratto intimo e
vibrante del grande cantautore.

Un omaggio raffinato e appassionato all’opera musicale di Luigi Tenco, per ritrovare nelle sue parole radici comuni e profonde.


La voce narrante e cantante è quella di Filippo Mugnai, attore della Compagnia Diesis Teatrango,
da anni impegnato nei percorsi di ricerca teatrale, teatro educativo e sociale. Mugnai attraversa
Tenco con autenticità e delicatezza, dando corpo a una presenza che non è imitazione, ma ascolto
profondo.
La parte musicale è affidata a Silvio Trotta, polistrumentista e studioso di musica etnica, capace di
intrecciare tradizione e contemporaneità con una sensibilità che dialoga perfettamente con il
mondo del cantautorato italiano.
La regia porta la firma di Barbara Petrucci, attrice e artista attenta alle tematiche civili e sociali,
che guida la performance con uno sguardo essenziale e poetico, costruendo un rapporto diretto e
intimo tra scena e platea.
“Io sono uno” nasce dalla volontà di restituire a Tenco la sua dimensione più autentica: quella di
un artista che ha saputo dare voce alle fragilità, alle contraddizioni e alle domande profonde
dell’essere umano.
La performance invita a un ascolto rinnovato, un richiamo a non perdere il filo di una sensibilità
che ha trasformato il modo di raccontare sé stessi e il mondo.
L’appuntamento al Teatro Comunale di Bucine è un’occasione preziosa per incontrare — o
ritrovare — Luigi Tenco attraverso un linguaggio scenico che unisce delicatezza, verità e intensità

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CROMO COLLETTIVO ARTISTICO – AHMEN – sabato 7 marzo 2026, ore 21:15 – Teatro Comunale di Bucine

AHMEN – una creazione teatrale di Cromo Collettivo Artistico finalista del bando Forever Young 2024 de La Corte Ospitale e già presentata in forma di studio al Romaeuropa Festival 2023.

Ahmen nasce da una storia vera: quella di Asim, arrivato in Italia dal Pakistan dodici anni fa e ancora oggi intrappolato in un percorso burocratico estenuante per ricongiungersi alla moglie. Una vicenda personale
che diventa specchio di temi universali: immigrazione, sostenibilità economica, spiritualità, distanza emotiva.

In scena, un mondo essenziale e sospeso tra realtà e fiaba: un singolare “lavatutto” in cui il protagonista affronta clienti assillanti, operatori sfuggenti e burocrati grotteschi, in un crescendo di assurdità che racconta con delicatezza e precisione l’asfissiante routine di chi lotta per un domani possibile. A contrasto, la voce registrata di Asim restituisce la concretezza della sua esperienza, riportandoci alla realtà con una testimonianza nuda e potente. Spettacolo veramente bello, da non perdere!

Cromo Collettivo Artistico, nato in Sabina nel 2020, porta avanti un percorso di ricerca che intreccia drammaturgia collettiva, linguaggi sensoriali e attenzione al rapporto tra uomo e natura. Ahmen rappresenta una tappa significativa di questo cammino.

Biglietti: intero 12 €,  riduzioni di legge 10 €,  studenti 8 €,  bambini
sotto 12 anni 5 €

info e prenotazioni:  <mailto:info@diesisteatrango.it>

arci valdarno Bucine fiabe favole storie FORZA! RESISTENZA! per adulti per bambini e adulti per bambini e ragazzi Performance sabato e domenica stagione teatro

N.A.T.A/La Filostoccola – CHE ASPETTATE A BRUCIARMI? – sabato 21 febbraio 2026, ore 21:15 – Teatro Comunale di Bucine

“In casa mia mi hanno sempre raccontato la storia di Giordano Bruno Castagna un po’ distrattamente dicendo: Si dai, non ti ricordi, lo zio Bruno, quello finito in manicomio…”
Giordano Bruno Castagna era uno scultore di Carrara, licenziato durante la crisi del ’29. Il giorno dopo il licenziamento, vestito di tutto punto, entra in una profumeria per comprare un profumo, ma non ha i soldi per pagarlo, così esce dal negozio, raccoglie un sasso e distrugge la vetrina del negozio. Per questo gesto, si farà̀ quarant’anni di manicomio.

Attraverso la voce dell’attore-narratore, la sua storia si intreccia con quella del filosofo Giordano Bruno, in un dialogo immaginario che unisce due destini segnati dalla ricerca della verità e della felicità. Sullo sfondo delle cave di marmo e della dittatura fascista, lo spettacolo diventa un viaggio nella memoria, nella responsabilità collettiva e nel coraggio di non restare indifferenti.

Due personaggi, accumunati nel nome, giocano le loro rispettive parti e vivono lo stesso tragico destino: il manicomio e il rogo.

Biglietti: intero 12 €,  riduzioni di legge 10 €,  studenti 8 €,  bambini
sotto 12 anni 5 €

info e prenotazioni:  <mailto:info@diesisteatrango.it>
info@diesisteatrango.it
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MATTHIAS MARTELLI – MISTERO BUFFO – venerdì 6 febbraio 2026, ore 21:15 Teatro Comunale di Bucine

In occasione del centenario della nascita di Dario Fo, il Teatro Comunale di Bucine ospita Mistero Buffo, il capolavoro del Premio Nobel, portato in scena da Matthias Martelli, con la regia di Eugenio Allegri.

Matthias è un attore straordinario, capace di coinvolgere il pubblico in maniera unica, tanto da sembrare di essere portati sul palco, di interloquire direttamente con lui ogni volta che parla. È impossibile resistere alla sua maestria! A che pro resistere, tra l’altro?

In Mistero Buffo è un giullare contemporaneo, in una scena nuda, con una lingua che vibra tra comicità, poesia e satira sociale. Un viaggio travolgente dentro la tradizione popolare reinventata da Fo e Rame, oggi restituita con energia, precisione e libertà da uno degli interpreti più acclamati degli ultimi anni. Lo spettacolo ha superato le 200 repliche in Italia e all’estero, conquistando pubblico e critica. Un appuntamento speciale per celebrare la vitalità del teatro e l’eredità artistica di Dario Fo.

Biglietti: intero 12 €, riduzioni di legge 10 €, studenti 8 €, bambini sotto 12 anni 5 €

info e prenotazioni: info@diesisteatrango.it

3714130749 anche whatsapp

Ticketone.it

LINK PER ACQUISTO ONLINE https://www.ticketone.it/en/event/matthias-martelli-mistero-buffo-teatro-comunale-bucine-21264878