๐ ๐จ๐ญ๐ญ๐จ๐๐ซ๐ riprendono le attivitร della ๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐ al Teatro Comunale di Bucine (AR)
– ๐๐ฎ๐ฏ๐ผ๐ฟ๐ฎ๐๐ผ๐ฟ๐ถ ๐ฒ๐๐ฝ๐ฟ๐ฒ๐๐๐ถ๐๐ถ ๐๐ฒ๐ฎ๐๐ฟ๐ฎ๐น๐ถ ๐ฝ๐ฒ๐ฟ ๐ฏ๐ฎ๐บ๐ฏ๐ถ๐ป๐ถ/๐ฒ, dove “si gioca” per scoprire mondi fantastici, immaginare personaggi, costruire storie, scoprire la bellezza delle storie degli altri e delle altre
– ๐๐ฎ๐ฏ๐ผ๐ฟ๐ฎ๐๐ผ๐ฟ๐ถ ๐ฝ๐ฒ๐ฟ ๐ฎ๐ฑ๐ผ๐น๐ฒ๐๐ฐ๐ฒ๐ป๐๐ถ, dove il “๐๐ฐ๐ ๐ต๐๐ฐ ๐ฎ๐๐ฏ๐๐ฐ” diviene una possibilitร da raccontare scoprendo nuove possibilitร con il teatro, la musica, le arti
– ๐๐ผ๐ฟ๐บ๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ฝ๐ฒ๐ฟ ๐ฎ๐ฑ๐๐น๐๐ถ/๐ฒ con corsi e workshop in cui la “pratica” del teatro diviene un’esperienza creativa individuale e collettiva con le tecniche narrative, l’improvvisazione teatrale, la messa in scena, la scoperta o l’approfondimento dei linguaggi del corpo e della voce
– ๐ฃ๐ฒ๐ฟ๐ฐ๐ผ๐ฟ๐๐ถ ๐ฝ๐ฒ๐ฑ๐ฎ๐ด๐ผ๐ด๐ถ๐ฐ๐ถ di teatro, sonori, figurativi individuali e/o di gruppo
Amleto, versione italiana di Hamlet, titolo del famoso dramma di William Shakespeare, ha origine dalla parola Amlodhi, nome di un eroe delle saghe scandinave che significa “pazzo”, โscioccoโ. La nostra โesplorazioneโ di Amleto prende forza nella drammaturgia del racconto autobiografico di ogni attore e attrice creando spazio ad ogni fisicitร ed espressione, alle potenzialitร cognitive e linguistiche di ognuno.
Le parole di Amleto ci siamo permessi di utilizzarle come โmeglio ci son serviteโ, come del resto facciamo spesso, per porci domande piรน che interpretare, ricevere suggestioni piรน che impartire esecuzioni teatrali giร confezionate, immaginare azioni e relazioni, sperimentare ritmi, ascoltare musiche e suoni.
Abbiamo โusatoโ il palcoscenico vuoto guidati da due elementi di cui lโopera รจ piena: gioco e pazzia. Le parole di Shakespeare e le nostre hanno orientato una scrittura scenica di teatro nel teatro.
Quello che presentiamo รจ il frutto di questa prima parte del lavoro, una prima composizione che nasce dal palco e sul palco e che si vuole confrontare con voi per un work in progress condiviso.
con: Roberta Brocci, Samantha Bucchi, Elisa Fini, Daniele Gonnelli, Alessandro Grassi, Manuel Loscalzo, Chiara Melani, Irina Mirzoeva, Simone Pasquini, Lucia Romoli, Simonetta Testi con la collaborazione di Andrea Roselletti, Massimo Currรฒ progetto, direzione e conduzione: Piero Cherici, Barbara Petrucci
Dopo la visione condivideremo con piacere le vostre suggestioni e concluderemo con un brindisi comune.
Con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze www.carroditespi.com www.diesisteatrango.it
Una nuova produzione per bambinษ e ragazzษ, e nel “mondo al contrario” รจ il lupetto a essere rosso.
Perchรฉ? Chi lo sa? Scopriamolo.
Un progetto di Filippo Mugnai e Piero Cherici, con Linda e Claudio Fuccini, che unisce diverse anime di Diesis, Alessandro dal Laboratorio Permanente di Teatro Sociale, Alessia tirocinante che studia scenografia, Rosanna vecchia amica della Scuola di teatro che da sempre collabora con inventiva e creativitร .
Che dire dello spettacolo? ร un segreto da scoprire insieme, come sempre.
10 ottobre, Giornata Mondiale della Salute Mentale, Arezzo e il DSM, le sfide di allora e le sfide attuali, i racconti e le memorie.
Un convegno e, il pomeriggio, uno spettacolo su testi di Alessandra Pennacchioni, psichiatra: “La memoria mi riporta a quel periodo del nostro lavoro in cui la formazione degli operatori fu soprattuttoย un processo educativo, di crescita, di relazione eย di apprendimento a fare e a essere”
Una testimonianza viva, commovente, sensibile, sull’esperienza dei giorni nuovi della psichiatria ad Arezzo.
Diesis Teatrango, che ha collaborato con il DSM di Arezzo per molti anni, in un rapporto profondo di arricchimento umano e civile, non poteva non raccogliere l’invito fatto dall’Associazione Vivere Insiemeย e portare sul palco il racconto – memoria – traccia viva e indelebile del percorso del DSM nel tentativo di modificare e rendere umano, vicino, empatico, il trattamento delle persone in cura psichiatrica.
Un percorso che, a partire da Basaglia, ha cambiato il modo di vedere e trattare i pazienti psichiatrici. Un percorso che non รจ mai finito.
Dice lo psichiatra G. Cesari: “La costituzione del servizio di Arezzo e poi dei servizi di salute mentale di tutta la Provincia รจ stata dovuta a una fattiva e fortunata sinergia tra politica e scelte professionali e tecniche: i politici hanno saputo cogliere i fermenti che dagli ambienti professionali dicevano chiaramente che il manicomio non era una istituzione riformabile, ma doveva essere abolita. Ma per costruire cosa? Arezzo รจ stata una delle migliori risposte in Italia, tanto che da esso รจ derivato il cosiddetto modello toscano della salute mentale, costituito da un sistema di cure non separate, con stretto collegamento tra territorio, ospedale, centri diurni e residenze. Nessuno di questi servizi รจ un compartimento stagno, ma c’รจ un collegamento costante. Questa รจ stata la principale novitร di Arezzo ed รจ stata alla base delle indicazioni nazionali, non solo toscane, di come costruire i servizi pluridisciplinari e multiprofessionali di salute mentale. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanitร riconobbe in pieno la bontร di questo modello. Fin dall’inizio del servizio si รจ cercato di non creare contrapposizione tra utenti e familiari e lo stile del servizio รจ cresciuto con questa idea originaria fino a che questa ha acquisito anche basi teoriche e soprattutto operative piรน strutturate, soprattutto nell’utilizzo di interventi di psicoeducazione. Utenti, familiari e operatori hanno obiettivi comuni: se si muovono in modo separato i risultati saranno sicuramente minori. Questo รจ importantissimo, ma ancora non basta: se la societร civile non รจ sufficientemente coinvolta, non basteranno gli sforzi degli operatori. Quando ero molto giovane c’era un detto: “La psichiatria รจ una cosa troppo seria per lasciarla solo agli psichiatri”. Gli operatori di oggi vivono, non certo per loro responsabilitร , una condizione probabilmente piรน difficile di quella che abbiamo affrontato nel passato. Hanno piรน strumenti di noi, ma non sempre hanno la reale opportunitร di usarli, sopraffatti da una mole di lavoro enorme, da cambiamenti non favorevoli a livello sociale. Il discorso sarebbe lungo, ma spero che questa giornata sia proprio un primo passo per rilanciare l’importanza di un approccio alla salute mentale non a parole, ma reale”
L’OMS stessa dice chiaramente: “Non c’รจ salute senza salute mentale”
Una occasione incredibile per il ns eroe poetico e svampito, sognatore e battagliero.
Dalla Mancha assolata a Pordenone, con la sua valigia di sogni, utopie, vaneggiamenti poetici e in compagnia del fido (?) Sancho, abilmente scritto da un narratore caotico e canterino, e da due figure misteriose, unione tra la realtร e il sogno.
Un sogno… anzi, no, una realtร di inclusione artistica.
ร un piacere, un onore e un privilegio portare il nostro spettacolo IL POPOLO PERFETTO in questa giornata particolare in un centro di aggregazione.
Perchรฉ la memoria รจ fondamentale, per non commettere gli stessi stupri, violenze, insulti alla condizione umana e agli uomini e donne.
Perchรฉ l’aggregazione รจ condivisione, crescita, sociale e civile, ed รจ l’ unica strada per vivere bene, condividere, non separare, non discriminare, non farsi forti su debolezze altrui.
IL POPOLO PERFETTO Progetto LABORATORIO PERMANENTE DI TEATRO SOCIALE Fascia di etร : dai 13 anni / stagioni serali Sulla scena unโumanitร attraversata da โangeli e demoniโ che vacilla, cade, si rialza; unโumanitร , sembra strano a dirlo, fatta di persone che vivono, da sempre, con bellezza, fragilitร , oscuritร , finchรฉ qualcosa si rompe e si invadono i corpi, le vite degli altri. Il padre, la madre, il medico-gerarca e il grido โHeil Hitlerโ, il grido di omaggio e obbedienza ad un sistema. E il nostro โvivereโ dove ci viene continuamente richiesto di essere dei super, dei perfettamente adeguati, degli standard e dove spesso si incolpa il diverso da noi della sua stessa diversitร apparente o immaginata, della sua unica ala per volare, a dimenticare quasi il valore e i diritti della persona qualunque essa sia. Il racconto, costruito su percorsi di scrittura creativa degli attori, รจ ispirato ad una memoria tragica, il programma nazista Aktion T4 che rivendica e persegue l’idea del โpopolo perfettoโ con la soppressione di coloro ritenuti โindegni di vivereโ e la persecuzione delle diversitร per liberare la razza ariana dalle impuritร : persone disabili, folli, outsider, borderline; si aprono finestre su i protagonisti di oggi partendo dai propri corpi e fisicitร , dalle proprie veritร e da ciรฒ che il teatro ci permette di esplorare, raccontando lโimperfezione, l’inadeguatezza”, la necessitร e la bellezza di poter ancora agire creativamente per cercare strade nuove di relazione. Un percorso di ricerca teatrale dove la qualitร della relazione si lega al processo estetico producendo un teatro dโarte, performativo e sociale. Un evento performativo in cui disabilitร , fragilitร e visionarietร scenica creano una commistione che si fa proposta culturale. Progetto drammaturgico ed elaborazione scenica: Barbara Petrucci, Piero Cherici con la collaborazione di Massimo Currรฒ Progetto musicale: Silvio Trotta Coordinamento di scena: Filippo Mugnai Con: Roberta Brocci, Massimo Currรฒ, Elisa Fini, Daniele Gonnelli, Alessandro Grassi, Manuel Loscalzo, Chiara Melani, Irina Mirzoeva, Simone Pasquini, Sandra Piomboni, Lucia Romoli, Andrea Roselletti, Simonetta Testi
IL POPOLO PERFETTO
Progetto LABORATORIO PERMANENTE DI TEATRO SOCIALE
Sulla scena unโumanitร attraversata da โangeli e demoniโ che vacilla, cade, si rialza; unโumanitร , sembra strano a dirlo, fatta di persone che vivono, da sempre, con bellezza, fragilitร , oscuritร , finchรฉ qualcosa si rompe e si invadono i corpi, le vite degli altri. Il padre, la madre, il medico-gerarca e il grido โHeil Hitlerโ, il grido di omaggio e obbedienza ad un sistema. E il nostro โvivereโ dove ci viene continuamente richiesto di essere dei super, dei perfettamente adeguati, degli standard e dove spesso si incolpa il diverso da noi della sua stessa diversitร apparente o immaginata, della sua unica ala per volare, a dimenticare quasi il valore e i diritti della persona qualunque essa sia.
Il racconto, costruito su percorsi di scrittura creativa degli attori, รจ ispirato ad una memoria tragica, il programma nazista Aktion T4 che rivendica e persegue l’idea del โpopolo perfettoโ con la soppressione di coloro ritenuti โindegni di vivereโ e la persecuzione delle diversitร per liberare la razza ariana dalle impuritร : persone disabili, folli, outsider, borderline; si aprono finestre su i protagonisti di oggi partendo dai propri corpi e fisicitร , dalle proprie veritร e da ciรฒ che il teatro ci permette di esplorare, raccontando lโimperfezione, l’inadeguatezza”, la necessitร e la bellezza di poter ancora agire creativamente per cercare strade nuove di relazione.
Un percorso di ricerca teatrale dove la qualitร della relazione si lega al processo estetico producendo un teatro dโarte, performativo e sociale. Un evento performativo in cui disabilitร , fragilitร e visionarietร scenica creano una commistione che si fa proposta culturale.
Progetto drammaturgico ed elaborazione scenica:
Barbara Petrucci, Piero Cherici con la collaborazione di Massimo Currรฒ
Progetto musicale: Silvio Trotta
Coordinamento di scena: Filippo Mugnai
Con: Roberta Brocci, Massimo Currรฒ, Elisa Fini, Daniele Gonnelli, Alessandro Grassi, Manuel Loscalzo, Chiara Melani, Irina Mirzoeva, Simone Pasquini, Sandra Piomboni, Lucia Romoli, Andrea Roselletti, Simonetta Testi
Il teatro comunale di Bucine รจ uno dei teatri che ha l’opportunitร di adeguare gli standard di efficientamento energetico; per fare questo a partire dal mese di Gennaio sarร necessario uno stop di un paio di mesi alla consueta programmazione ma non ci fermiamo, ovviamente, e ci impegneremo per offrire al nostro pubblico belle opportunitร da condividere che vi comunicheremo nei vari periodi agibili per il teatro.
Intanto per il mese di dicembre due preziose opportunitร :
๐๐ข๐ ๐๐ก๐๐๐ ๐ญ๐ฌ ๐๐๐๐๐ ๐๐ฅ๐, ๐ผ๐ฟ๐ฒ ๐ญ๐ด, presso il ๐ง๐ฒ๐ฎ๐๐ฟ๐ผ ๐๐ผ๐บ๐๐ป๐ฎ๐น๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐๐๐ฐ๐ถ๐ป๐ฒ
EtnoMuSa, oltre ad unโorchestra รจ anche un laboratorio di musica di tradizione popolare, di musica etnica e sociale. Si suona utilizzando qualsiasi strumento, dallโorganetto ai tamburi a cornice, dagli strumenti di altre culture internazionali agli strumenti di matrice classica. Si attinge con fedeltร e rispetto ad un patrimonio tramandato oralmente e raccolto da registrazioni sul campo o dalle interpretazioni proposte negli ultimi decenni, e lo rielabora, in un lavoro collettivo, adattandolo al proprio tempo e alla nuova sensibilitร e creativitร . Una ricerca che parte dalle nostre sonoritร per giungere ad altri paesi e culture grazie al prezioso contributo di studenti stranieri.
Musiche di: Gardel, De mare, Troilo, Balzquez, Piazzolla, Cosentino, Alamprese.
Con la partecipazione di: Oblivion Tango.
Artista dall’importante percorso professionale, Donatella Alamprese รจ una cantante eclettica che, partendo da una iniziale formazione classica, ha successivamente sviluppato e affinato numerosi generi musicali: dall’Opera al Jazz, dal Pop alla Composizione Sperimentale passando per il Tango.
La stagione riprenderร nel mese di Marzo con tanti appuntamenti imperdibili: Debora Villa, Compagnia Onda Larsen, Caterina Casini, Maddalena Rizzi, Carlina Torta e tanto altro anche per i piรน piccoli!
nfo e prenotazioni: ๐ข๐ง๐๐จ@๐๐ข๐๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐๐๐ญ๐ซ๐๐ง๐ ๐จ.๐ข๐ญ
๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ anche WhatsApp
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.
Puoi revocare il tuo consenso in qualsiasi momento utilizzando il pulsante Revoca il consenso.