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LABORATORIO PERMANENTE DI TEATRO SOCIALE: SCRIVIAMOCI

L’esperienza sul palco del Laboratorio Permanente di Teatro Sociale si è dovuta fermare da marzo ma continua raccontandosi negli incontri del sabato, nelle modalità consentite, in un nuovo progetto con l’obiettivo di una pubblicazione che vuole testimoniare l’esperienza di inclusione attraverso il teatro, da parte delle attrici e degli attori e da parte dei familiari e degli operatori teatrali, delle direzioni artistiche che hanno ospitato gli spettacoli, da parte degli spettatori e degli operatori sociali che seguono alcuni dei nostri attori.

Ognuno con la sua voce, la sua scrittura, la sua sensibilità, racconta agli altri cosa è il Laboratorio Permanente di Teatro Sociale.

La lontananza ci fa stringere intorno all’affetto che popola il Laboratorio di infinite possibilità…

…tutto bello, ma ci mancano le merende delle 17:00!

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INVITO A TEATRO: 15/02/2020 LA ROMANINA con ANNA MEACCI

Può una storia far ridere, sorridere, commuovere e indignare insieme? Sì, certamente.

Sabato 15 Febbraio, alle ore 21,15 il Teatro di Bucine porta sul palco una storia emozionante e delicata, quella di una transessuale, di un uomo che si sentiva donna e viveva da donna, nella Firenze della seconda metà del Novecento e che a un certo punto della propria esistenza ha avuto il coraggio e la determinazione di trasformare il suo status anagrafico, affrontando anche il confino in un piccolo paese della provincia di Foggia.

ANNA MEACCI è l’appassionata, straordinaria ed ironica interprete della storia di Romina Cecconi, nata Romano; il puzzle di un’esperienza continuamente oscillante tra dolore e sospensione del dolore, tra sconforto ed entusiasmo, tra sconfitte e rivincite fin quando, finalmente, poté ritirare un nuovo documento, una carta di identità con una “F” scritta accanto alla voce “sesso”. Il tribunale di Lucca dette validità legale a un desiderio che per decenni aveva lottato contro un’Italia bigotta e impreparata, contro un corpo che non corrispondeva a come la mente avrebbe voluto vederlo.

Uno spettacolo tenero, comico e pieno di speranze libertarie, che spinge lo spettatore ad andare oltre le apparenze, per non dimenticare il valore del rispetto delle differenze, contro ogni discriminazione.

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INVITO A TEATRO: 27/01/2020 GIORNATA DELLA MEMORIA – IL POPOLO PERFETTO

Dopo il meritato successo di Modigliani del 18/01/2020, la stagione del Teatro Comunale di Bucine prosegue con l’ultima produzione di DIESIS TEATRANGO

IL POPOLO PERFETTO Uno sguardo contemporaneo verso la persecuzione programmata dai nazisti sulle persone più fragili “vite indegne di essere vissute”: malati psichiatrici, persone disabili, borderlaine, outsider.

La scrittura drammaturgica è stata creata e sviluppata durante il laboratorio di teatro sociale che Diesis Teatrango svolge in maniera permanente dal 2006. Parte da un episodio di memoria storica: il programma Aktion T4, voluto da Hitler per realizzare l’idea di un “popolo perfetto”, una persecuzione delle “diversità” al fine di preservare la pura razza ariana. Grazie alla creazione artistica questo evento emblematico viene restituito alla contemporaneità quale riflessione su un reale che perpetua violenze analoghe, benché più sottili e nascoste. Lo spettacolo, attraverso l’espressione autentica dei protagonisti, “ Se fossi vissuta in quel periodo mi avrebbero uccisa….”; racconta la fragilità testimoniandone diritto di presenza, elevandola alla sua elegiaca bellezza. I diversi sono fiori da proteggere, da coltivare, da osservare nella armonia delle loro differenze. E’ un’ opera collettiva scritta dagli attori stessi, una drammaturgia/ viaggio che parte dal corpo e dalle parole dei protagonisti, esprime il valore autentico di un’intimità comunitaria.

Lo spettacolo restituisce un pensiero nudo sulla ferocia e sulla vitalità di un mondo che vuole difendere il diritto alla propria umanità. La performance, di forte impatto emotivo, travolge lo spettatore in un viaggio unico e straordinario nel quale ognuno può riconoscersi.

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IL POPOLO PERFETTO va ai teatri – Laboratorio Permanente di Teatro Sociale

Ogni spettacolo che si costruisce con il Laboratorio Permanente di Teatro Sociale è una gioia, ovvero una felicità immensa e un piccolo e grande gioiello. Vedere uno spettacolo crescere da dentro è emozionante, specialmente quando si parla delle nostre minoranze silenziose che, in nome della diversità che le ha rese minoranze, subiscono violenze inaudite da parte della maggioranza. Una maggioranza che ha eliminato la minoranza per diventare unica detentrice di diritti.

Il programma Aktion T4 che, piegando la verità scientifica alla follia umana, ha definito chi dovesse vivere e chi no, per eliminare dalla Germania le diversità fisiche e psichiche fece fuori malati mentali, handicappati, antisociali (tra cui furono inserite le lesbiche), vittime spesso dimenticate della violenza nazista. Insieme a rom e sinti, ebrei, omosessuali e transessuali, detenuti politici, Testimoni di Geova e criminali comuni, la necessità di pulizia sociale nazista, eliminò anche persone deboli e indifese, troppo deboli fisicamente o mentalmente per essere IL POPOLO PERFETTO.

Porteremo lo spettacolo nella versione di fine anno laboratoriale al Teatro alla Misericordia a San Sepolcro il 19/12/2019, a Bucine il 27/01/2020 – Giornata della Memoria, ad Arezzo al Circolo Aurora il 25/04/2020

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TEATRO DI BUCINE – LA STAGIONE 2019/20

Una stagione che ruota intorno alle arti, musica, poesia, prosa, pittura e scultura. Il teatro come fucina in cui si fondono i metalli nobili della cultura per dare origine a preziosi gioielli: non può essere altrimenti, visti i nostri ospiti!

Anticipata dal primo studio per il delicato, commovente e onirico L’ECO DELLA FALENA, liberamente ispirato alla vita ed opere di Virginia Woolf, della Compagnia Cantiere Artaud, in residenza artistica presso il Teatro di Bucine, dal 23/11/2019 parte la nuova stagione, ricca di appuntamenti per tutti, grandi e piccini, che vi ricorderemo qui e su Facebook alla nostra pagina diesis.teatrale e teatro.dibucinear

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Il rischio della scena, i linguaggi artistici per la scrittura e la messa in scena di drammaturgie inclusive

a cura di Diesis Teatrango

edizione 2019 27/29 settembre 2019

Centro Interculturale Don Giuseppe Torelli, San Pancrazio – Bucine (AR) Teatro Comunale di Bucine

All’interno del Progetto IL RISCHIO DELLA SCENA si realizza il “Cantiere di Arte e Pedagogia”,  seminario residenziale, tre giornate di studio finalizzate alla realizzazione di una drammaturgia inclusiva, “contenitore di segni narrativi e scenici integrati fra linguaggi e persone”

Promuovono e partecipano al “Cantiere di Arte e Pedagogia” quattro compagnie toscane con i loro artisti e formatori: Diesis Teatrango ( Arezzo), Chille della Balanza ( Firenze), Laboratori Permanenti (Sansepolcro),  Associazione Olifante (Pisa).

Diesis Teatrango elaborerà il materiale delle tre giornate di lavoro, attraverso una successiva Residenza Artistica per tre giovani attori, musicisti, performer, individuati con modalità definite dalle compagnie aderenti all’equipe di lavoro. La residenza avrà come obiettivo la produzione di una performance con uno o più attori con disabilità che possa circuitare nella scena pubblica a partire dai soggetti promotori del progetto.

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06/09/2019 – IL SILENZIO DI TANTE VOCI – ore 21:00

San Salvi – Firenze

A San Salvi, nello spazio teatrale degli amici di Chille della Balanza a Firenze, in un luogo che ha visto la detenzione di persone “non conformi” e “diverse” fino alla loro liberazione successiva alla Legge Basaglia, in un luogo permeato di inclusione e rispetto come è naturalmente il teatro, Diesis Teatrango porterà in scena nella rassegna STORIE DIFFERENTI lo spettacolo IL SILENZIO DI TANTE VOCI, un racconto sui luoghi comuni sugli immigrati, persone “diverse”, stranieri,

Straniero, ciò che appartiene ad un altro, ciò che non si riconosce come proprio.

“Narciso, specchiandosi nello stagno, si innamorò della propria immagine, rifiutando tutto ciò che lo circondava, rinchiudendosi nella propria immagine… Ciò che restava fuori costituiva una minaccia per la sua bellezza e il suo innamoramento di sé…”

Lo spettacolo nasce dall’esperienza del Laboratorio Permanente di Teatro Sociale del 2016 sulle tematiche dell’intercultura e della integrazione sociale di persone straniere. La performance mette a fuoco alcune situazioni e luoghi comuni che maggiormente caratterizzano la condizione di chi lascia o è costretto a lasciare il proprio paese, fra dramma e speranza. Costruisce un racconto che si fa specchio di eventi, pregiudizi, immagini e rappresentazioni di una realtà. Parlare per luoghi comuni fa parte della nostra quotidianità, è un tentativo di dare e darci risposte senza rapportarci agli altri, non ci consente però di andare oltre, di vedere che ci potrebbe essere altro, un altro che non conosciamo. Uno spettacolo per scoprire quanti -ismi si nascondono in ognuno di noi e portarli coscientemente alla luce per combatterli, per combattere la paura che ci lega al luogo comune, per aprirci e rendere inclusiva la nostra esistenza e poi la comunità, perché non c’è altra strada per la convivenza serena e rispettosa l’uno dell’altro.