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CENTRI ESTIVI 2026 AL TEATRO DI BUCINE

SONO APERTE LE ISCRIZIONI A OFFICINA ESTATE 2026!

Teatro comunale di Bucine (AR)

Quest’anno partiremo per un viaggio speciale: Cronache da questo pianeta.

Per qualche settimana proveremo a guardare il mondo con occhi nuovi, come farebbe qualcuno appena arrivato qui. Attraverso gioco, teatro, arte, natura, laboratori e immaginazione parleremo di relazioni, emozioni, differenze, comunità e futuro.

Officina Estate non è soltanto un centro estivo: è una rete di spazi educativi diffusi dove bambine e bambini possono esplorare, creare, incontrarsi e costruire insieme nuove possibilità.

🍽️ Pasti inclusi

🎟️ Voucher disponibili per le famiglie che ne hanno diritto

📅 dal 6 al 31 luglio 2026

👉 Iscrizioni aperte: https://forms.gle/iZLaxd7GNB199oZGA

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IL VALORE ULTRAUMANO DELLE RESIDENZE ARTISTICHE – Omar Giorgio Makhloufi

Il Teatro Comunale di Bucine è un luogo magico, dove avvengono incontri preziosi. Dove si rinsalda la fiducia nella condivisione, nella reciprocità.

Abbiamo avuto con noi Omar Giorgio Makhloufi, un artista, una persona aperta e cordiale, che da subito si è inserita nelle tante azioni di Diesis Teatrango, fino a partecipare allo spettacolo AMLODHI=PAZZO presso il CAS Tortaia del 23-05-2026

Coinvolgere artisti e artiste nei nostri progetti è ormai una prassi consolidata, vero motore di ricerca per noi e per loro, di contaminazione artistica ma prima di tutto umana, quella contaminazione che porta alla luce il vero senso dell’essere “umani” e stare in accoglienza e ascolto, per poter poi dire, per poter poi fare.

Ci piace condividere alcune riflessioni di Omar. E speriamo di rivederlo presto con noi.

Sullo spettacolo, in cui si è inserito con gentilezza e disponibilità:

Ho sempre avuto il sospetto che Amleto fosse il Teatro, o meglio il senso stesso del
Teatro. Ma bisogna ricordarselo e trovare ogni volta il modo di vederlo in forme e
vesti nuove.

Appena ventenne, in un momento di forte crisi adolescenziale, un giorno uscii dal
mio “castello di Elsinore” — che era la casa dei miei — sbattendo la porta, perché
sentivo che mi venivano imposti fantasmi che non erano i miei. Quella fu la mia crisi,
la mia simbolica uccisione delle figure genitoriali. Da lì trovai il mio teatro, o almeno
iniziai a cercarlo. Quel giorno mi sentivo Amleto.
Ho avuto la fortuna di incontrare, e di farne parte — anche se per il tempo di una
replica — dell’Amleto del laboratorio permanente di teatro sociale di Diesis
Teatrango. Ora mi rivolgo direttamente agli attori e alle attrici dello spettacolo.
Il vostro Amleto mi ha fatto vedere, e confermato, che stare in scena non è altro che
prepararsi a un incontro: avere il coraggio e la volontà di attraversare ciò che si è e
offrirlo — certo, con parole che spesso non sono le nostre — trovando però sempre un
modo per rivedersi, incontrarsi, ascoltare con quali fantasmi conviviamo e come quei
fantasmi siano la nostra ricchezza e la nostra specificità, nel bene e nel male.
Amleto è il teatro perché è le nostre contraddizioni, è l’imprevedibilità dello scorrere
della vita, è il continuo distinguere tra ciò che vogliamo vedere e ciò che rifiutiamo,
tra quanto siamo disposti ad andare a fondo e quanto invece diciamo
“chissenefrega”. Teatralmente avete la forza dei principi che muovono lo stare in
scena: voi siete e state, e ogni cosa che fate è pura drammaturgia, perché non avete
paura di donare ciò che siete nel momento in cui lo siete. Questa è la lezione più bella
che si possa ricevere a teatro.
In quello che fate non c’è errore, perché non esiste finzione: l’unica recita possibile è
la magia dello stare insieme, ancorati al senso profondo di un rito che ogni volta è un
percorso di conoscenza di sé e dell’altro.
Daniele è Amleto elevato alla potenza: ogni volta il suo Amleto è sempre più Amleto.
Il suo commentare è un ribollire eterno di dubbi, tragici e buffi insieme; è la presenza
della nostra coscienza, del nostro essere. È il bambino interiore che non muore mai:

il fulcro che tiene tutto insieme. Può esserci o non esserci, ma è proprio in quel
dubbio che si apre la possibilità di cogliere il senso di chi siamo. Se lui non mettesse
in dubbio, non avremmo più fede.
Alessandro è l’Amleto del gioco, puro clown: smentisce il potere e lo piega alla forza
della comicità che svela. Il potere dice A e lui lo distorce, ne fa ciò che vuole.
Simone è l’Amleto della delicatezza, del rispetto, della fragilità elegante: l’osservatore
di cui abbiamo bisogno per accorgerci di quanto tutto sia altrettanto delicato e
flebile.

Chiara è l’Amleto della forza indomita, di chi ha la spinta per andare avanti per sé e
per gli altri; è la motivazione collettiva, quella coscienza di sé che diventa energia
pura e che nell’altro trova il gancio per costruire un’alternativa insieme.
Roberta è l’Amleto di chi accetta la calma, con un sorriso che comprende tutto; di chi
ha intuito che il mondo è un palcoscenico e che forse questa vita è un sogno, e che
non vale la pena forzare le cose, altrimenti si sgretola ogni senso.
Irina è l’Amleto-Ofelia: il senso eterno del femminile, la maestosità indefessa della
donna e della madre. Ofelia è una diagonale che ci attraversa, precisa e necessaria:
quella della maternità che vive in ognuno di noi e che ci connette al dolore del sacro,
al perché a volte deragliamo.
Manuel è l’Amleto adolescenziale: quello che vorrebbe dire tutto ma alla fine dice
solo ciò che gli serve, per tradire, cre
scere, maturare, diventare adulto — un adulto
consapevole che non perderà quella preziosa e fondamentale fragilità che ognuno di
noi porta con sé.
Samanta, Massimo, Elisa, Lucia, Barbara, Piero, Perla e i musici Silvia, Matteo e
Andrea sono custodi e testimoni — quasi apostolici — dei segni che ogni Amleto ci
dona: un fare messianico ma leggero, senza retorica né morale. Custodi capaci di
creare i binari di cui i “profeti” hanno bisogno per indicarci una via. Profeti che, nel
loro vaticinare, sono fragilissimi e potentissimi allo stesso tempo.
Omar Giorgio Makhloufi

27/05/2026

Sulla residenza artistica a Bucine:

In queste giornate di maggio sono stato ospite di @diesis_teatrango presso il Teatro Comunale di Bucine. Partito con l’idea di iniziare a scrivere un nuovo testo con dubbi e aspettative più o meno, regolare, riparto con la netta sensazione di aver rinfrescato il senso profondo del perché faccio quel che faccio. Scrivere non è solo pensare narrazioni possibili, creare, fantasticare, studiare ma mettersi in dialogo, ascoltare e arrivare a vedere cioʻ che è necessario vedere. Grazie al calore e all’accoglienza delicata di Piero e di tutta Diesis, ho incontrato una comunità ed è da qui che ho trovato il senso di quest’operazione testuale ispirata a Baby Gang e Pinocchio e che attraversa le polarizzazioni fragili del presente che mi colpiscono in fronte. Ho incontrato bimbi e anziani e un paese dove vive l’italia con le sue memorie, le voci, le paure, I suoni, I perché e i per come e chi e i noi e i loro. Chiacchiere che ti riportano alla verticalità dei percorsi e alla necessità dell’artista di essere li in mezzo e registrare e elaborare ed essere una voce in mezzo alla cronaca. Ho conosciuto bambini novelli pinocchio. Chi è laureato in rapine – il cui ricavato va ai proprio compagni come segno di generosa condivisione, chi in viaggi intercontinentali in inglese ha esclamato “se c’è un medic in the air”, chi del non far niente ha fatto la proprio professione virtuoso e redditizia, chi è un fata robot e chi ha visto Pinocchio danzare alle Hawai mentre il gatto e la volpe gli portavano la “roba”. Bimbi che teatralizzano le loro paure e poi anziani che sono bimbi con le rughe e che sono la memoria e che ti fanno vedere che l’abc è sempre semplice ma bisogna coglierlo. Intanto bisogna fare e andare e se ti fermi cerca di star bene. Poi ho visto Amleti che senza pudore e morale parlano con i propri fantasmi o che se tifi inter (o qualunque squadra) e sei amleto tutto il resto puoʻ aspettare. Che la drammaturgia è esporre le proprie fragilità, farlo bene e con eleganza e che a teatro siamo tutti un po il maranza di qualcun altro. Ricercare è un atto di solitudine ma sei sempre accompagnato, basta trovare quelle alleanze che sono corrispondenze vere e proprie

FORZA! RESISTENZA! inclusione sociale laboratorio permanente laboratorio permanente di teatro sociale per bambini e adulti Performance progetti sabato e domenica scuola di teatro teatro sociale

FESTIVAL DEL TEATRO SOCIALE – Laboratorio Permanente di Teatro Sociale DIESIS TEATRANGO

Sabato 23 maggio, ore 21:00, presso il Centro di Aggregazione Sociale di Tortaia, saremo in scena con AMLODHI-PAZZO

Una occasione per incontrarci attraverso il mezzo del teatro, del lavoro di tutte e tutti sui nostri limiti. La bellezza che nasce dall’affrontarli, dal superarli, dal mettersi in gioco e fiorire nella alterità, perché ogni limite è stimolo per chi lo ha e per chi lo incontra davanti

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CENTRI ESTIVI – OFFICINA ESTATE 2026 – primo incontro con le persone interessate

Ormai lo sanno tutte e tutti che i Centri Estivi organizzati da ARCI Valdarno aps e Diesis Teatrango hanno qualcosa di eccezionale.

VI invitiamo al primo incontro, in cui sarà presentato il progetto per quest’anno.

CRONACHE DA QUESTO PIANETA, resiste la bellezza anche se fanno di tutto per negarla. Noi andiamo a riscoprirla.

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HABITAT – Diesis Teatrango – Cassero per la Scultura italiana – Venerdì 06/03/2026 ore 21:15

Venerdì 6 marzo alle ore 21.15 torna la rassegna di teatro nei musei del Sistema Museale del Valdarno, un modo nuovo di godere lo spettacolo dal vivo con “Corpi in ascolto”, la rassegna teatrale curata da Diesis Teatrango e ospitata all’interno dei musei del Sistema Museale del Valdarno. Un progetto che trasforma le sale espositive in spazi vivi di relazione, dove l’opera d’arte incontra il corpo e la voce dell’attore.

Museo Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento – Montevarchi

HABITAT – un progetto di Piero Cherici e Filippo Mugnai con gli attori Alessandro
Persichella, Linda Fuccini e il danzatore Andrea Dionisi.

Una collaborazione con l’Associazione Abbracciamo il Valdarno, la performance nasce con l’obiettivo di creare una esperienza teatrale multidisciplinare, un meccanismo poetico che si cimpone anche nel momento stesso in cui viene vissuto. Paesaggi capaci di ricevere atti espressivi e comportamentali imprevisti: un grido, un movimento improvviso, una voce, che non interrompono la performance ma diventano relazione creativa.

Info e prenotazioni: segreteria.museidelvaldarno@gmail.com

Posti limitati, si consiglia la prenotazione

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DIESIS TEATRANGO – Laboratorio Permanente di Teatro Sociale – AMLODHI = PAZZO, sabato 31 gennaio ore 21:15 Teatro Comunale di Bucine

Vi aspettiamo 𝗦𝗔𝗕𝗔𝗧𝗢 𝟯𝟭 𝗚𝗘𝗡𝗡𝗔𝗜𝗢, 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟭:𝟭𝟱 𝗮𝗹 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗕𝘂𝗰𝗶𝗻𝗲 (𝗔𝗥).Diesis Teatrango Compagnia Teatrale | 𝗟𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗣𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲𝘼𝙈𝙇𝙊𝘿𝙃𝙄=𝙋𝘼𝙕𝙕𝙊liberamente ispirato ad 𝗔𝗺𝗹𝗲𝘁𝗼 di W. Shakespeare.Progetto realizzato con il contributo di Fondazione CR FirenzeLa performance nasce all’interno del 𝗟𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗣𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 , uno spazio di ricerca teatrale in cui il teatro diventa un mezzo per far crescere le persone e le comunità. Il laboratorio teatrale accoglie e forma, con rigore e cura, riconoscendo in ogni partecipante una risorsa per il gruppo e per il processo creativo che prende forza da ogni attore e attrice, creando spazio ad ogni fisicità, espressione, potenzialità cognitiva e linguistica. 𝘓𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘈𝘮𝘭𝘦𝘵𝘰 le abbiamo utilizzate come “meglio ci son servite”, per porci domande più che interpretare l’opera. Abbiamo “usato” il palcoscenico vuoto guidati da due elementi di cui l’opera è piena: gioco e pazzia. Il 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 Amleto non è un principe: è un corpo precario, una mente che gioca, un linguaggio inatteso. Noi, pubblico e attori, siamo il coro delle domande, ogni domanda è un teschio che ci parla! 𝘈𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘪𝘯𝘧𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘭𝘰𝘤𝘢𝘯𝘥𝘪𝘯𝘢 𝘴𝘶𝘭 𝘱𝘰𝘴𝘵

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DIESIS TEATRANGO – OPERA. STORIA DI UNA STORIA VERA – Sabato 24/01/2026 presso Museo Paleontologico di Montevarchi (2 repliche)

Imperdibile! per la prima volta in Valdarno il nuovo recital “Opera. Storia di una storia vera”, di e con Barbara Petrucci, musiche dal vivo di Marna Fumarola al violino e Ildegarde Kuen alla viola e canto liberamente tratto da “Vita? O Teatro?” di Charlotte Salomon.

Opera racconta, attraverso una performance intima, la storia di una grande artista berlinese di origine ebraica, morta nel campo di sterminio di Auschwitz a soli 26 anni.

Ore 17:30 e ore 18.30, prenotazione OBBLIGATORIA.

Forza, non perdete questo appuntamento con artiste, amiche, colleghe. Non scordatevi!

Appena qualche giorno prima della Giornata della Memoria, che come si vede non è mai troppa.

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DIESIS TEATRANGO in ANCHE CASA MIA – venerdì 19 Dicembre 2025 doppia matineé al Teatro Comunale di Bucine

Venerdì 19 dicembre, matinée scolastica, ore 09:30 e ore 11:00, teatro di Bucine: “ANCHE CASA MIA”, habitat creativo, multidisciplinare, inclusivo, pensato per accogliere l’imprevisto e trasformarlo in “gioco teatrale”; un paesaggio poetico di teatro, danza, narrazione.

Con Istituto Comprensivo di Bucine e Associazione Abbracciamo il Valdarno

Un progetto importante, innovativo, con Andrea Dionisi, Linda Fuccini, Alessandro Persichella, e la regia di Piero Cherici e Filippo Mugnai

ANCHE CASA MIA – TV1 VALDARNO 834

INTERVISTA SU TV1