Vi aspettiamo 𝗦𝗔𝗕𝗔𝗧𝗢 𝟯𝟭 𝗚𝗘𝗡𝗡𝗔𝗜𝗢, 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟭:𝟭𝟱 𝗮𝗹 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗕𝘂𝗰𝗶𝗻𝗲 (𝗔𝗥).Diesis Teatrango Compagnia Teatrale | 𝗟𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗣𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲𝘼𝙈𝙇𝙊𝘿𝙃𝙄=𝙋𝘼𝙕𝙕𝙊liberamente ispirato ad 𝗔𝗺𝗹𝗲𝘁𝗼 di W. Shakespeare.Progetto realizzato con il contributo di Fondazione CR FirenzeLa performance nasce all’interno del 𝗟𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗣𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 , uno spazio di ricerca teatrale in cui il teatro diventa un mezzo per far crescere le persone e le comunità. Il laboratorio teatrale accoglie e forma, con rigore e cura, riconoscendo in ogni partecipante una risorsa per il gruppo e per il processo creativo che prende forza da ogni attore e attrice, creando spazio ad ogni fisicità, espressione, potenzialità cognitiva e linguistica. 𝘓𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘈𝘮𝘭𝘦𝘵𝘰 le abbiamo utilizzate come “meglio ci son servite”, per porci domande più che interpretare l’opera. Abbiamo “usato” il palcoscenico vuoto guidati da due elementi di cui l’opera è piena: gioco e pazzia. Il 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 Amleto non è un principe: è un corpo precario, una mente che gioca, un linguaggio inatteso. Noi, pubblico e attori, siamo il coro delle domande, ogni domanda è un teschio che ci parla! 𝘈𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘪𝘯𝘧𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘭𝘰𝘤𝘢𝘯𝘥𝘪𝘯𝘢 𝘴𝘶𝘭 𝘱𝘰𝘴𝘵
Imperdibile! per la prima volta in Valdarno il nuovo recital “Opera. Storia di una storia vera”, di e con Barbara Petrucci, musiche dal vivo di Marna Fumarola al violino e Ildegarde Kuen alla viola e canto liberamente tratto da “Vita? O Teatro?” di Charlotte Salomon.
Opera racconta, attraverso una performance intima, la storia di una grande artista berlinese di origine ebraica, morta nel campo di sterminio di Auschwitz a soli 26 anni.
Ore 17:30 e ore 18.30, prenotazione OBBLIGATORIA.
Forza, non perdete questo appuntamento con artiste, amiche, colleghe. Non scordatevi!
Appena qualche giorno prima della Giornata della Memoria, che come si vede non è mai troppa.
Le celebri fiabe di Esopo prendono vita in questo laboratorio rivolto a bambin* e famiglie: animali parlanti, narrazioni, personaggi e attività creative da condividere in biblioteca.
𝐀 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 riprendono le attività della 𝐒𝐂𝐔𝐎𝐋𝐀 𝐃𝐈 𝐓𝐄𝐀𝐓𝐑𝐎 al Teatro Comunale di Bucine (AR)
Le iscrizioni sono già aperte.
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𝙇𝙚𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙥𝙧𝙤𝙫𝙖 𝙜𝙧𝙖𝙩𝙪𝙞𝙩𝙖
– 𝗟𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗶 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶/𝗲, dove “si gioca” per scoprire mondi fantastici, immaginare personaggi, costruire storie, scoprire la bellezza delle storie degli altri e delle altre
– 𝗟𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗱𝗼𝗹𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶, dove il “𝑛𝘰𝑠𝘵𝑟𝘰 𝘮𝑜𝘯𝑑𝘰” diviene una possibilità da raccontare scoprendo nuove possibilità con il teatro, la musica, le arti
– 𝗙𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗶/𝗲 con corsi e workshop in cui la “pratica” del teatro diviene un’esperienza creativa individuale e collettiva con le tecniche narrative, l’improvvisazione teatrale, la messa in scena, la scoperta o l’approfondimento dei linguaggi del corpo e della voce
– 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗴𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶 di teatro, sonori, figurativi individuali e/o di gruppo
Una nuova produzione per bambinə e ragazzə, e nel “mondo al contrario” è il lupetto a essere rosso.
Perché? Chi lo sa? Scopriamolo.
Un progetto di Filippo Mugnai e Piero Cherici, con Linda e Claudio Fuccini, che unisce diverse anime di Diesis, Alessandro dal Laboratorio Permanente di Teatro Sociale, Alessia tirocinante che studia scenografia, Rosanna vecchia amica della Scuola di teatro che da sempre collabora con inventiva e creatività.
Che dire dello spettacolo? È un segreto da scoprire insieme, come sempre.
La compagnia SETTMO CIELO ci ha invitati a portare la nostra pedagogia teatrale nello spazio del TEatro la Fenice di Arsoli, una chicca incastonata tra i monti laziali, una valle splendida, un freddo pungente come deve essere ora in montagna.
L’occasione è
INTRECCI DI STORIE Il laboratorio, aperto a tutte e tutti anche in una dimensione intergenerazionale e inclusiva ha l’obiettivo di costruire un’opportunità di incontro fra persone e con la propria teatralità, attraverso la sperimentazione dei linguaggi espressivi, fisico, verbale, sonoro, grafico. Incontro tra persone, storie, culture, identità, in un reciproco arricchimento che nella dimensione creativa individuale e di gruppo rende significativa l’esperienza di ogni persona. Dalla messa in gioco della propria teatralità fino alla composizione di una “narrazione collettiva”, passeremo per la sperimentazione di relazioni che aprono all’ascolto e all’accoglienza di ogni storia che si presenta “sul palco” .
Il risultato è stato una fresca ventata di profonde emozioni, per chi ha partecipato come per chi ha vissuto da fuori l’esperienza.
Sono le 17.35 e gli ultimi ritardatari si affrettano a raggiungere il teatro di Bucine. I bambini già arrivati giocano insieme sul palco, inventando giochi con i cuscini che Piero ha preparato. È ora di iniziare la lezione e Piero raduna i bambini in cerchio sul palco.
Mi presento: mi chiamo Victor e vengo dal Belgio. Ho diciotto anni e ho deciso di passare qualche mese in Italia prima di tornare a scuola. All’inizio del mio soggiorno, mentre cercavo un modo per migliorare il mio italiano, alcuni amici mi hanno presentato Piero. Dopo aver parlato con Piero, è scattato subito il feeling e mi ha invitato a partecipare alle lezioni di teatro che tiene con Filippo, per i bambini. Ogni venerdì, dalle diciassette alle diciannove, il piccolo teatro di Bucine si anima. È l’appuntamento settimanale di una dozzina di bambini tra i cinque e i tredici anni. Siamo a metà ottobre e questa è la quarta volta che vengo a lezione, e mi diverto ancora così tanto che non riesco a vedere il tempo che passa. Le attività proposte da Piero e Filippo sono davvero divertenti.Riescono a combinare perfettamente il gioco per bambini e l’esercizio teatrale. I bambini non se ne rendono conto, ma tutti i compiti che vengono loro assegnati hanno uno scopo reale. Così si esercitano a parlare davanti alle persone, fanno proprio il palcoscenico, sviluppano la loro creatività, ecc. È davvero bello vedere tutti questi bambini, che sono tutti unici, mescolarsi e superare le loro apprensioni o incanalare se stessi. Sono davvero contento dell’opportunità che Piero mi ha dato.
I bambini sono tutti lì, sorridenti e pieni di energia. È solo la quarta lezione, quindi iniziamo con un giro di nomi. Poi un secondo, poi un terzo e alla fine tutti i bambini hanno pronunciato correttamente i loro nomi, anche i più timidi. E qui c’è stato il primo turno di Piero, così nel più ingenuo dei modi i bambini hanno esercitato la voce. Poco dopo, durante la lezione, è stato chiesto ai bambini di fare un disegno, ma non un disegno qualsiasi. Jacopo (che era venuto ad aiutare in questa occasione) ha dato il tema “I sogni si avverano”. Non appena sono stati distribuiti i fogli, i bambini hanno preso i loro pennarelli e hanno iniziato a disegnare. Sono abituati a questo tipo di istruzioni e nessuno di loro esita. Dopo qualche minuto, i più veloci hanno finito di disegnare e iniziano a giocare.Ben presto anche gli altri bambini hanno finito e il palco si è trasformato in un parco giochi dove tutti i bambini hanno giocato e corso insieme. È un grande spettacolo, con la decina di bambini del gruppo che giocano in armonia. Nessun bambino viene lasciato in disparte e, nonostante le differenze di età, tutti i bambini si mescolano. I più grandi prestano un po’ di attenzione e i più piccoli amano giocare con i più grandi. Per Filippo sarebbe stato difficile farli tornare per l’esercizio successivo, perché tutti i bambini erano stati coinvolti nel gioco e non avevano alcuna intenzione di smettere. Dopo un po’, Filippo riesce a mettere tutti i bambini in cerchio per l’esercizio successivo, ma il gruppo è felice e rimane così per il resto della lezione. Ora però devono spiegare cosa hanno disegnato. Ognuno di loro parla a turno mentre un altro piccolo attore suona lo xilofono. Con la musica in sottofondo, i bambini spiegano i loro disegni con queste semplici istruzioni: imparano a parlare a un gruppo e a esprimersi chiaramente in modo che tutti capiscano. Per concludere la lezione, Piero ha organizzato un esercizio di “saluto”. Fin dall’inizio del corso, i bambini sono stati molto incuriositi dalla grancassa posta davanti al palco. E ora è finalmente arrivato il momento di usarla. Piero spiega loro il gioco: creeranno musica tutti insieme. Si riuniscono in cerchio intorno alla grancassa e insieme la percuotono per produrre un suono. Lavorano insieme per creare un suono, un’atmosfera sonora che completi la lezione.
En français
Il est 17h35 et les derniers retardataires se pressent pour arriver dans le petit théâtre de Bucine. Les enfants qui sont déjà là jouent ensemble sur la scène, ils inventent des jeux avec les coussins que Piero y a disposés. Il est l’heure de commencer le cours, Piero rassemble les enfants en cercle sur la scène.
Je me présente je m’appelle Victor et je viens de Belgique. Je suis un garçon de dix-huit ans et j’ai décidé de passer quelques mois en Italie avant de reprendre des études. Quand je cherchais un moyen de progresser en italien au début de mon séjour, des amis m’ont présenté Piero. En discutant avec Piero le courant est directement passé et il m’a proposé de venir assister aux cours de théâtre qu’il donne avec Filippo, pour les enfants . Tous les vendredi de dix sept heure à dix neuf heure le petit théâtre de Bucine prend vie. C’est le rendez-vous hebdomadaire pour une douzaine d’enfants de cinq à treize ans. On est à la mi-octobre c’est la quatrième fois que je viens au cours et j’aime toujours autant on ne voit pas le temps passer. Les activités proposées par Piero et Filippo sont vraiment ludiques. Ils arrivent parfaitement à allier le jeu pour les enfants et exercice de théâtre. Les enfants ne se rendent pas compte mais toutes les tâches qui leur sont données ont un vrai but. Ainsi ils s’entraînent à parler devant des gens, ils s’approprient la scène, développent leur créativité, … C’est vraiment beau de regarder tous ces enfants qui sont tous uniques se mélanger et dépasser leurs appréhensions ou à se canaliser. Je suis vraiment content de l’opportunité que Piero m’a offerte.
Tous les enfants sont là, le sourire aux lèvres et pleins d’énergie. Ce n’est que le quatrième cours alors on commence par un tour des prénoms. Puis un deuxième, puis un troisième et ou bout de celui-ci tous les enfants ont correctement prononcé leur prénom en portant leur voix même les plus timides. Et voilà premier tour de Piero, ainsi de la plus naïve des façons les enfants ont exercé leur voix. Un peu plus tard dans le cours la consigne est donnée aux enfants de faire un dessin, mais pas n’importe lequel. Jacopo ( qui est venu aider à l’occasion) donne le thème “ les songent devenu réalité”. Aussitôt que les feuilles sont distribuées les enfants saisissent les feutres et commencent à dessiner. Ils ont l’habitude de ce genre de consigne et aucun hésite. Leur imagination est pleine d’idées créatives.Après quelques minutes les plus rapides ont fini leur dessin et commencent à jouer. Rapidement les autres enfants ont fini eux aussi et la scène devient un terrain de jeux ou tout les enfants jouent et courent ensemble. C’est un beau spectacle, la douzaine d’enfants qui composent le groupe jouent en harmonie. Aucun enfant n’ est laissé sur le côté, malgré les différences d’âges tous les enfants se mélangent. Les plus grands font un peu attention et les plus petits adorent pouvoir jouer avec les plus grands. D’ailleurs Filippo va avoir du mal à les récupérer pour le prochain exercice, tous les enfants s’étaient embarqués dans le jeu et n’ont pas vraiment l’intention de s’arrêter. Après quelque temps Filippo réussit à réunir tous les enfants en cercle pour le prochain exercice mais le groupe est enjoué et va rester ainsi pour le reste du cours. Toujours est t’il que maintenant ils vont devoir expliquer ce qu’ils ont dessiné. Chacun à leur tour ils prennent la parole pendant que un autre petit comédien joue du xylophone. C’est donc sur un fond de musique que les enfants expliquent leur dessin sous cette consigne simple, ils apprennent à parler à un groupe et à s’exprimer clairement pour que tout le monde comprenne.
Pour finir le cours Piero a prévu un exercice de “salut “. Depuis le début du cours les enfants sont très intrigués par la grosse caisse qui se trouve sur le devant de la scène. Et c’est enfin le moment où ils vont devoir l’utiliser. Piero leur explique le jeu : ils vont tous ensemble créer une musique. Ils sont tous réunis en cercle autour de la grosse caisse et ensemble ils tapent dessus pour produire un son. Ils travaillent ensemble pour créer un son, une ambiance sonore qui vient terminer le cours.
I rapporti professionali che diventano stima, poi amicizia e poi obiettivi comuni.
Felicissimi di andare ospiti di CIE TWAIN per portare la nostra esperienza di pedagogia teatrale.
Roma, arriviamo!
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