80 anni di Repubblica Italiana, da festeggiare ma anche da proteggere, perché la tentazione (altrui) del potere passa attraverso la negazione della vita sociale, del mandato Costituzionale https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione, dei diritti acquisiti e della possibilità per tutte e tutti di realizzarsi (art.3).
Chi nega la Costituzione, non può e non vuole difendere l’Italia, ma solo piegarla al suo piacere e volere.
Il teatro come memoria del futuro, con lo spettacolo ITALIA – la storia d’Italia attraverso lo sguardo di una donna
Sabato 23 maggio, ore 21:00, presso il Centro di Aggregazione Sociale di Tortaia, saremo in scena con AMLODHI-PAZZO
Una occasione per incontrarci attraverso il mezzo del teatro, del lavoro di tutte e tutti sui nostri limiti. La bellezza che nasce dall’affrontarli, dal superarli, dal mettersi in gioco e fiorire nella alterità, perché ogni limite è stimolo per chi lo ha e per chi lo incontra davanti
“In casa mia mi hanno sempre raccontato la storia di Giordano Bruno Castagna un po’ distrattamente dicendo: Si dai, non ti ricordi, lo zio Bruno, quello finito in manicomio…” Giordano Bruno Castagna era uno scultore di Carrara, licenziato durante la crisi del ’29. Il giorno dopo il licenziamento, vestito di tutto punto, entra in una profumeria per comprare un profumo, ma non ha i soldi per pagarlo, così esce dal negozio, raccoglie un sasso e distrugge la vetrina del negozio. Per questo gesto, si farà̀ quarant’anni di manicomio.
Attraverso la voce dell’attore-narratore, la sua storia si intreccia con quella del filosofo Giordano Bruno, in un dialogo immaginario che unisce due destini segnati dalla ricerca della verità e della felicità. Sullo sfondo delle cave di marmo e della dittatura fascista, lo spettacolo diventa un viaggio nella memoria, nella responsabilità collettiva e nel coraggio di non restare indifferenti.
Due personaggi, accumunati nel nome, giocano le loro rispettive parti e vivono lo stesso tragico destino: il manicomio e il rogo.
Biglietti: intero 12 €, riduzioni di legge 10 €, studenti 8 €, bambini sotto 12 anni 5 €
Arci e Diesis Teatrango sono vicini alla Palestina, da sempre e venerdì 12 dicembre dalle 18:30 saranno insieme per una manifestazione di conoscenza, condivisione e vicinanza alla popolazione palestinese.
Dopo il debutto come primo studio al Festival di San Miniato, arriva sul palco del Teatro di Bucine, domenica 7 dicembre alle ore 21:15
Prodotto da ANONIMA TEATRI e TWAIN Centro Produzione Danza, lo spettacolo Il Mulo e l’Alpino approda al Teatro Comunale di Bucine domenica 7 dicembre alle ore 21:15.
Un intenso monologo che intreccia memoria storica e sensibilità contemporanea: protagonista è Bepi, un giovane alpino chiamato a combattere una guerra che non voleva affrontare, e il suo inseparabile mulo Grappa. Attraverso la loro vicenda, lo spettacolo racconta la paura, la diserzione, la ricerca di libertà e la forza dei legami umani. Non una storia di eroi, ma di uomini comuni, fragili e coraggiosi nella loro umanità.
Sul palco il talento di Aleksandros Memetaj, attore giovane ma già affermato, capace di dare voce e corpo a un racconto che emoziona e sorprende, la regia di Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo.
Dopo il debutto applaudito al Festival di San Miniato, lo spettacolo prosegue il suo percorso nei teatri italiani, portando con sé un messaggio universale: la memoria non è solo passato, ma dialogo vivo con il presente.
Con una durata di circa 60 minuti, Il Mulo e l’Alpino è un’esperienza teatrale intensa e accessibile, che invita il pubblico a riflettere e a lasciarsi coinvolgere da una narrazione essenziale e potente.
Informazioni utili:
Data e ora: Domenica 7 dicembre 2025, ore 21:15
Luogo: Teatro Comunale di Bucine
Biglietti: disponibili presso la biglietteria del teatro e online sui circuiti abituali
La compagnia SETTMO CIELO ci ha invitati a portare la nostra pedagogia teatrale nello spazio del TEatro la Fenice di Arsoli, una chicca incastonata tra i monti laziali, una valle splendida, un freddo pungente come deve essere ora in montagna.
L’occasione è
INTRECCI DI STORIE Il laboratorio, aperto a tutte e tutti anche in una dimensione intergenerazionale e inclusiva ha l’obiettivo di costruire un’opportunità di incontro fra persone e con la propria teatralità, attraverso la sperimentazione dei linguaggi espressivi, fisico, verbale, sonoro, grafico. Incontro tra persone, storie, culture, identità, in un reciproco arricchimento che nella dimensione creativa individuale e di gruppo rende significativa l’esperienza di ogni persona. Dalla messa in gioco della propria teatralità fino alla composizione di una “narrazione collettiva”, passeremo per la sperimentazione di relazioni che aprono all’ascolto e all’accoglienza di ogni storia che si presenta “sul palco” .
Il risultato è stato una fresca ventata di profonde emozioni, per chi ha partecipato come per chi ha vissuto da fuori l’esperienza.
Giovedì 13/06 in occasione della cena di strada promossa dalla ProLoco di Bucine, una serata di rap, in collaborazione con Vita da Vicolo. Il rap nasce come rivolta alle condizioni di vita dei ghetti, versi e rime che ridavano un senso di collettività e dignità a una popolazione oppressa, isolata, umiliata.
Quando non puoi altro, la poesia ti salva.
Venerdì 28/06 dalle 18:00, sotto il Leccio Secolare di Bellavista, RAID POETICI, brevi assaggi di poesie, libere, senza censura. Ognun* porta le sue composizioni e le legge, per una condivisione di emozioni, sensazioni, sentimenti, rabbia o amore.
A seguire, le poesie di ANIMALI DI SILENZIO di Antonio Stoccuto, poeta e attore.
Prenotatevi per leggere le vostre composizioni.
Sabato 29/06, una giornata intensa. Seminario di scrittura con Antonella Giacon, poeta e formatrice in scrittura poetica creativa. 4 ore per conoscerci meglio e farlo attraverso la poesia, scoprire la potenza creatrice e disvelatrice delle parole. Il seminario è gratuito ma PRENOTATEVI!
A seguire, incontro pubblico con Antonella Giacon LO SPAZIO TRA I SE’, la poesia è un atto di pace
Alle 18:00 presentiamo il bellissimo libro di poesia del caro amico Stefano Olmastroni, penna sensibile e sublime, I RIFLESSI DELLE COSE
Alle 19:00 circa PICCOLI ESERCIZI PER LA PACE – chiusura in memoria della strage nazifascista di San Pancrazio, con lettura di poesie d’autore e composizioni di alunni e alunne delle classi quinte dell’Istituto Comprensivo di Bucine. Perché la pace nasce da piccol*, fare la pace è un’arte da bambin*.
Diciamocelo pure, la poesia parte da noi, come la pace.
Una occasione incredibile per il ns eroe poetico e svampito, sognatore e battagliero.
Dalla Mancha assolata a Pordenone, con la sua valigia di sogni, utopie, vaneggiamenti poetici e in compagnia del fido (?) Sancho, abilmente scritto da un narratore caotico e canterino, e da due figure misteriose, unione tra la realtà e il sogno.
Un sogno… anzi, no, una realtà di inclusione artistica.
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